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Giusy Viro – L’amore è uguale per tutti – La storia di Stefano e Alessio[RECENSIONE]

24 Ago

Titolo: L’amore è uguale per tutti – La storia di Stefano e Alessio
Autore: Giusy Viro
Autopubblicato su Youcanprint
Pagine: 302
ISBN: 9788867513994

Trama: Alessio è un giovane rifiutato dalla madre per la sua omosessualità che, dopo aver subito dei dolorosi traumi nell’infanzia, decide di partire per seguire i suoi sogni. Con un lungo percorso di affermazione e impegno nella scuola per stilisti di Roma; non senza difficoltà e colpi di scena, svolge anche per un breve periodo l’attività come modello, per poi fare la gavetta per la carriera di stilista. Non si lega a nessuno, non si innamora mai, fino a che nella sua vita non incontra Stefano, per il quale ha un vero e proprio colpo di fulmine. I due si ameranno, si lasceranno, si riprenderanno, lotteranno per affermare i propri desideri e le proprie aspirazioni anche di fronte ai rifiuti del mondo “normale” che a volte disconosce la genuinità dei loro sentimenti.

L’esperienza di lettura: nonostante diverse criticità che rendono questa lettura difficoltosa, il motivo per cui mi sento di parlarne e consigliarla è proprio il livello profondo dei contenuti che esterna. L’autrice ci presenta due persone normali: hanno avuto esperienze negative di entità differenti, si sono dovute costruire da sé (Alessio), oppure hanno avuto alle spalle una famiglia vera a sostenerle (Stefano). In ogni caso i due protagonisti non sono né macchiette né i classici omosessuali che i media, disinformando, pretendono di propinarci, anche quando appartengono all’edulcorato mondo della moda. Che si tratti di una storia vera, a tratti romanzata, a tratti melodrammatica, non ha importanza. Lo schiaffo morale che Giusy Viro dà a tutti quanti indistintamente, e che risulta a fine lettura davvero efficace, è proprio il modo con cui Alessio e Stefano riescono a spiegare al lettore di essere due giovani normali che amano le persone dello stesso sesso, e che alla fine il sentimento non subisce variazioni: si tratta di amore. Noto a tutti, e a tutti comune. Un’emozione nella quale chiunque può e riesce a immedesimarsi.
Il romanzo, piuttosto approfondito  e molto particolareggiato, mette inoltre in mostra tutte le difficoltà che un amore del genere incontra durante la sua genesi e la sua durata: non accettazione della famiglia, dissapori, vita sregolata che diventa invece monogama, rifiuto della società, complicazioni per la carriera… tutto eventi che alla fine, tenendosi per mano, Stefano e Alessio riescono a superare senza mai perdersi d’animo. Con delle cadute, certo, anche delle separazioni. Ma alla fine sono sempre in grado di ritrovarsi.
Altro tema caldo che viene affrontato è la dipendenza e l’alcolismo, spiegando al lettore che, nei momenti difficili, è sin troppo facile cadere in tentazione delle sostanze che in parvenza ci ausiliano a soffrire di meno, ma che poi diventano esse stesse delle catene da cui è difficile liberarsi. Dalla lettura, infine, si desume che questo libro ha comunque tutti connotati per rientrare nella definizione di storia a tematica LGBT, appartenente pertanto, a pieno titolo, a quel patrimonio proprio della letteratura e cultura gay: c’è il coming out, l’amore impossibile, il sentimento contrastato, l’omofobia nei diversi strati, il sesso senza complicazioni e soprattutto l’affermazione e il desiderio di matrimonio della coppia.

Forma e stile: le criticità del testo risiedono purtroppo proprio nel modo con cui la storia ci viene presentata: a parte la presenza di diversi errori e sviste, sia nell’utilizzo dei verbi che nella punteggiatura, oltre alla presenza di qualche d eufonica (ma posso già comunicare che per questi aspetti è stata ripubblicata una nuova versione aggiornata del testo, attualmente in vendita) le debolezze del romanzo a mio avviso le ritroviamo su due versanti principali: la prima afferisce il narrato, la seconda la gestione caratteriale dei personaggi. L’amore è uguale per tutti è un libro molto approfondito, forse troppo: la quantità degli eventi in esso riportato, a volte appesantiscono la lettura rendendo dei passaggi importanti, che necessitano magari di un ritmo concitato, estremamente lenti, come se l’autrice, per timore di perdere qualche dettaglio importante, abbia voluto non trascurare nulla della storia. Il risultato però è che la lettura risulta poco avvincente nei momenti in cui non accadono stravolgimenti o episodi importanti, ledendo un po’ l’esperienza del lettore e il suo attaccamento alle vicende. I personaggi sono netti, descritti nel loro intimo, forse però è stata accentuata troppo la loro emotività, rendendo, soprattutto per Stefano, un’immagine di personalità troppo sensibile e facile alla commozione e al pianto, anche laddove sarebbe superfluo. Questa tendenza fa cascare la storia nel melodrammatico troppo spesso, ottenendo l’effetto contrario: il lettore si stufa delle lacrime, non leggendo invece la drammaticità del rifiuto sociale o della difficoltà per omofobia o per gelosia di comportamento, perdendo il contatto con l’intento narrativo.
La storia ha un piano narrativo lineare, in terza persona onnisciente che ogni tanto diventa a focalizzazione interna sulla base del vissuto che viene esternato. Non ho riscontrato comunque confusioni palesi e/o prolungate dei punti di vista, dato che denota comunque l’allenamento della penna dell’autrice nel descrivere le storie senza cascare mai nelle ingenuità narrative comuni a tutti gli esordienti o aspiranti tali.

Considerazioni finali: nonostante le pecche di forma e di stile, che devono stimolare a migliorare l’attività narrativa, il pregio maggiore di questa lettura è soprattutto quello di far parlare di un argomento dibattuto e spesso vittima di pregiudizio e di disinformazione, riportando una telecronaca diretta di una vita normale, routinaria, che appartiene a chi ti vive intorno. Alessio e Stefano potrebbe conoscerli chiunque, e come tali vanno trattati e rispettati. Alla fine la lettura ci insegna lo stesso assioma: amare non ha vincoli, e non è diverso sulla base dell’oggetto dei desideri. Un tema di cui io stesso ho fatto bandiera con il mio esordio. Per cui posso dire che sono legato a questo libro: deve migliorare di sicuro, deve macerare nella mente e poi ri-assemblarsi ed emergere con tutta la sua forza perché un potenziale di vita e di storia del genere, appartiene solo a pochissime opere. Dedicato a chi sa che amare non è mai qualcosa di differente.

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Pubblicato da su 24 agosto 2013 in Letteratura, Recensioni

 

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