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Urla. Niente altro che urla.

12 Ago

Anche se siamo in agosto e tutti dovremo essere più rilassati… non è vero nulla. Il dileggio, l’odio e la mancata educazione alla diversità mietono vittime. In questi giorni l’ennesima, un giovane di 14 anni che, a Roma, non è riuscito a reggere il peso della consapevolezza che portava dentro.

Converrete con me, non ci sono parole che possano in nessun modo chiarire o lenire il senso di vuoto per una vita che si spegne senza un perché. Quanti di noi, a 14 anni, presi in giro, derisi, picchiati, hanno pensato che questo peso fosse troppo grande per le nostre spalle? Io l’ho pensato. Tante volte. Ho sperato che passasse in fretta quella fetta di tempo tra i 13 e i 20 anni, che mi mettesse in salvo dall’odio di chi mi sputava addosso, di chi mi picchiava per strada o voleva gettarmi nel cassonetto dell’immondizia perché ero magro, effeminato, piccolo, scheletrico e con gli occhiali. Perché sembravo gay.
Ci sono persone che non sono in grado di reggere eventi del genere e la fanno finita. Ci sono persone che, grazie al silenzio istituzionale, a chi ti dice che sei vittimista, a chi inquadra il modo differente con il male e indottrina gli altri, non riescono ad andare avanti serenamente e a cercare di stringere i denti, come ho fatto io. E non è colpa loro. Ma degli altri. Di chi non ti tutela perché non sei priorità o perché chiedere di essere difesi dalla legge lede il diritto di dirti che sei una lobby gay, o che solo perché sei gay fai schifo. Perché l’inganno del 21° secolo in Italia è che odiare qualcuno per quello che è non è odio, ma diventa opinione, diritto di offendere, dovere di libera espressione.

Non farò un altro sermone, ne ho riempito il blog con le motivazioni e con la lotta.
Non ho voglia, dico davvero, mi cascano le braccia e pendono sui fianchi se ripenso a un dolore inascoltato. Come quello di questo giovane di 14 anni. Perché era prima che bisognava ascoltare, difendere, aiutare a fargli capire che l’odio non è opinione e che non è solo. Che un futuro migliore magari esisterà.
Eventi del genere fanno ammutolire le persone. Ho visto dispiacere di alcuni miei amici, di altri colleghi autori. Ho sentito l’assordante silenzio di molti altri. E questo è ugualmente triste.

Ma un gesto del genere non mi intimidisce. Non ha il potere di farmi nascondere a leccarmi le ferite, o di farmi scappare. Una morte del genere, senza senso (ma di sensi e responsabilità ce ne sono fin troppe) ha solo il potere di farmi ricordare che cosa ho subito io quasi 20 anni fa, e di farmi urlare, sì. Urlare ancora più forte che non mi avrete mai e che ce l’ho fatta. E che con tutto il mio piccolo potere di singolo, lotterò ogni giorno perché altri oggi non subiscano le cose che Francesco ha vissuto ieri.

Niente altro che dolore, strazio per una vita che si spegne. Urla, con tutta l’aria dei miei polmoni. Niente altro che urla. Che vorrei davvero diventassero coro.

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3 commenti

Pubblicato da su 12 agosto 2013 in Blog

 

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3 risposte a “Urla. Niente altro che urla.

  1. Annarita Faggioni

    12 agosto 2013 at 09:21

    Essere “diversi” in un mondo di idioti, con l’obbligo di condividere con essi e con le loro angherie cinque anni di adolescenza. Sono felice che quel periodo sia passato anche per me (anche se ancora non ho capito per cosa mi discriminassero). Ho sempre pensato che la scuola fosse sbagliata e non soltanto dal punto di vista dei programmi.

    Inutile mettere insieme persone che non c’entrano niente tra di loro. “Socializzano”. No, creano tragedie e si dimenticheranno dopo la maturità (se saranno sopravvissuti allo strazio che si trascineranno per sempre, ovviamente).

    Ci vorrebbe una legge contro l’emarginazione: tutte le emarginazioni, per qualsiasi cavolata si possa inventare l’idiota di turno. “Sono solo ragazzini…” dicono i genitori, ma anche le vittime sono solo ragazzini… Ah dimenticavo, quelli hanno la colpa del diverso. Sì, come no.

     
  2. alepeluso

    14 agosto 2013 at 20:35

    L’ha ribloggato su alessandrapeluso.

     
  3. Shiki

    19 agosto 2013 at 17:58

    Come non provare rabbia per queste cose?
    Io ne provo talmente tanta che spesso preferisco fuggire, sennò esploderei…
    Spingere alla morte un ragazzo è davvero orribile… come la gente è capace di distruggerci è assurdo. 😦

     

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