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Caro Salvo

24 Lug

Caro Salvo,

è inutile dirti che le tue parole mi sono rimaste impresse questa mattina. Il tuo sfogo, la tua lettera accorata in cui non invocavi aiuto, ma volevi soltanto che le cose cambiassero. Non solo per te, ma per tutti quelli che un domani potrebbero imbattersi nelle stesse persone crudeli che hai incontrato tu o vivere una situazione simile alla tua. Scrivo a te, in realtà scrivo anche al Francesco di allora e a tutti quelli che vivono questo tipo di storia, oggi come ieri, nella speranza che possa essere di conforto a chiunque ne abbia bisogno.
Scusami Salvo se oggi non sono riuscito a rispondere nel modo in cui avrei voluto, tranquillo, non dirò né dove ti ho letto né cosa hai scritto nel dettaglio, quello è il tuo dolore, appartiene a te, io posso soltanto ascoltare e cercare di farmene carico, col filtro del web, col ripercorrere sul filo dei ricordi la mia storia, molto simile alla tua, successa solo tanti anni fa, quando tu forse eri appena nato e ancora non sapevi cosa significasse avere l’angoscia di sentirsi diversi e di essere additati per questo.
Additato, offeso, picchiato.
Non importa se tu sei “affeminato”, se all’epoca io ero un “caghino di merda” o se lo sputo che ti ha colpito il viso è stato più forte dello schiaffo che ti hanno dato dopo. Se tutto questo ti fa stare male, se a volte nemmeno capisci il senso di questo odio che ti sferza l’anima, scardinando tutte le cose belle che custodisci dentro di te e che hai paura di perdere. Non importa se i tuoi compagni non comprendono che non sei mostro o se gli insegnanti, indegni del loro ruolo, li assecondano e ridono delle loro battute su di te, aprendo la voragine infernale che è diventata la tua adolescenza. Solo perché sono abituati a vivere così quello che non conoscono, e il non sapere, il diverso Salvo, in realtà fa solamente paura a chi non lo intende.
La paura, quella di non farcela Salvo, l’ho conosciuta anche io.
Ricordo a perfezione quelle notti in cui speravo che il giorno dopo passasse in fretta, di ritornare a casa intero dagli scherni, dallo stesso dolore che non sapevo come mettermi sulle spalle, nello zaino consumato di calci e di derisioni. Lo conosco Salvo, ho imparato a convivere con tutte quelle ferite che rimangono incise dentro e che nessuna vendetta o consapevolezza potrà cancellare. Non esiste nessun miracolo che possa eliminare quel tipo memoria, l’unico prodigio rimani soltanto tu. Nel modo in cui, al di là della cattiveria, riuscirai a trasformare la tua paura in rabbia e in affermazione, in cui diventerà la risposta a chi cercherà di metterti sotto sbattendoti in faccia una diversità che fa parte della tua natura e che nessuno deve mettere in discussione. Lo so bene che oggi, a quindici anni e tanta altra strada davanti, ti sembrerà pura utopia di un signore di trentatré che non sa cosa significhi portarsi addosso il marchio fresco sulla pelle: i miei si sono asciugati tutti, ma non perché li abbia guariti, ma solo perché ho imparato a farmeli scivolare addosso senza che lascino tracce. Ho imparato a stringere i denti e a lavorare più sodo di tutti senza permettere a nessuno di mettere in discussione quello che sono. A gettare addosso il livore a chi cerca di sopraffarmi con i suoi teoremi della normalità e della malattia.
Si impara Salvo, sopravvivendo all’adolescenza e andando dritto per la tua strada. Con tutto il cuore vorrei poter avere la formula magica per cancellare il tuo dolore, ma non sono riuscito a far sparire il mio, solo a collocarlo in una prospettiva lontana, quella secondo cui tutto serve per fortificarsi e per apprendere come rispondere alla violenza gratuita e all’odio di chi è povero dentro.
L’unica magia si trova nel tempo, nei momenti in cui imparerai ad accettare quello che sei, a conviverci e a essere fiero per come la tua sensibilità varca confini che altri non sono capaci nemmeno di pensare, o anche nei rapporti con le persone vere che impareranno a viverti così come sei, senza fare alcun dramma sui tuoi desideri affettivi. Il tempo ti darà l’amore Salvo, per te stesso e per le persone speciali che ti adoreranno, ti tradiranno ferendoti, ti prometteranno tutta una vita insieme. Il primo cambiamento, fiorirà dentro di te, perché è così che funziona. E io mi auguro che nessuno possa impedirti di amare e di essere amato, di prometterlo di fronte alla tua famiglia, allo Stato, a chiunque. Mi auguro che la tua generazione non abbia bisogno di lottare per essere quello che è e che chi ti offende venga punito dalle istituzioni che ti tuteleranno, mi auguro che tu possa sposarti con l’uomo che amerai, e che farete di voi la casa e la famiglia che nessuno potrà mettere in discussione per nessuna teoria o morale che, di fronte alle emozioni vere e genuine, lasciano il tempo che trovano.
Salvo, anche se adesso tutto ti sembra duro e nemico, cercherai comunque la strada per essere felice, perché te lo devi, come lo devi all’eredità di tutti quelli che hanno lottato affinché tu, o io, oggi, parlassimo e ci sfogassimo su come sia ancora difficile essere gay nel nostro paese.
Ti auguro, infine di realizzare il tuo sogno. Di diventare scrittore e di saper raccontare il tuo dolore e il tuo dramma al passato, dove è giusto che stia, anche nei tuoi racconti che ho avuto il privilegio di leggere. Ti auguro di riuscire con la penna a stimolare la memoria e magari, nel momento in cui avrai la mia età, di sorridere perché non ci sarà nessun piccolo Salvo o Francesco a cui scrivere che la disgrazia di vivere in un mondo che ti percuote per quello che sei, passerà. Perché vorrà dire che tu, che io, che tutti quanti noi avremo vinto la battaglia del rispetto e della salvaguardia di tutte le generazioni future.
Corri, sotto la pioggia, davanti al sole. Urla quello che provi, sfoga la tua ansia. Vivi e non permettere mai a nessuno di farti credere che non ne vale la pena o che non ne hai diritto. Ama e soprattutto amati.
Stai al caldo Salvo, ringhia al cielo e poi cammina a testa alta.
Il dolore diventa meno pesante mentre cresci, e un domani sarai capace di tirarlo fuori dallo zaino e seppellirlo al buio, insieme a tutte le cose vecchie e insensate che non potranno più farti del male.
Ti abbraccio forte.

Francesco

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Pubblicato da su 24 luglio 2013 in Vita

 

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