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Perché non devi pagare per farlo.

03 Lug

Se ti diranno che la crisi economica mondiale ha messo in ginocchio le imprese, credici, quello che accade è sotto gli occhi di tutti. Se useranno la crisi per giustificare l’esborso dalle tue tasche per realizzare un sogno, fai attenzione: potrebbe essere una scusa.
Se ti diranno che è normale contribuire alle spese per mandare in stampa al tuo libro, perché fanno tutti così, sta ancora più attento: esistono editori che valorizzano il tuo lavoro non chiedendoti soldi per pubblicarlo, ma facendoti un normale contratto dove è l’azienda editoriale ad assumersi il rischio d’impresa,corrispondendoti la percentuale di ricavo sulle vendite.
Se ti diranno che il mondo editoriale è soltanto mafia e che il tuo testo ha un valore immenso ma che per farlo uscire allo scoperto devi metterti in gioco e soprattutto mettere in gioco i tuoi risparmi, fermati un secondo. La senti la puzza di bruciato? Ecco, io pure. Perché se il tuo testo ha davvero tutto questo potenziale, è l’impresa che ci deve investire, tu la tua parte (scriverlo) l’hai già fatta.

Il mondo dei libri è in crisi: in tanti scriviamo e in troppo pochi leggiamo, ma forse il problema non è solo nelle regole mafiose di mercato che in tanti adducono. Ma anche perché noi stessi, con questo bisogno di pubblicare a ogni costo, magari pagando ed entrando nella schiera, ahimé folta, della Vanity Press, contribuiamo a inflazionare la vendita dei libri. Dei sogni pagati, che tanto nessuno comprerà mai perché spesso a questo si accompagna uno scarso lavoro dell’EAP (che i suoi costi se li è già recuperati col tuo contributo, e in larga misura).
Forse è vero, esordire è difficile. Perché ci sono tante possibilità che ti possono negare, ma credimi che se davvero hai tra le mani un capolavoro, ce la farai. E per rendere giustizia ai tuoi sogni, devi farlo nel modo giusto, quello che ti garantisce rispetto, riconoscenza e accesso al mercato editoriale. Perché i desideri, quelli veri, si realizzano con il lavoro e fatica, l’entusiasmo e la dedizione, non con i tuoi soldi.
I sogni, lo sanno tutti, non hanno un prezzo.

Quando ti chiederanno soldi per pubblicare, quindi, pensa prima se è quello che vuoi, e se ne vale davvero la pena.

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1 Commento

Pubblicato da su 3 luglio 2013 in Blog, Letteratura

 

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Una risposta a “Perché non devi pagare per farlo.

  1. Margie E. Miranda

    11 luglio 2013 at 22:33

    A me piace essere letto, considero la scrittura un mezzo di comunicazione, non scrivo per me stesso come qualcuno suggerisce che si dovrebbe fare. Quindi il mio sogno è di raggiungere moltissime persone, milioni, decine di milioni o più. Non c’è limite ai sogni. Se questi sogni si verificassero farei una barcata di soldi qualunque metodo avessi utilizzato. Mettiamo per esempio che abbia messo in rete un mio testo come ebook gratuito, non avrei incassato diritti d’autore, ciononostante i soldi li avrei lo stesso, con diritti secondari, come quelli per un sicuro film o le apparizioni televisive e i premi letterari. Sarebbero un corollario inevitabile ma tutt’altro che sgradito. Quali compromessi sarei disposto ad accettare per ottenere questo risultato? Beh, innanzi tutto non accetterei che l’attenzione si spostasse da quello che ho scritto a me stesso come personaggio. Non vorrei diventare una specie di Fabio Volo, per utilizzare un esempio molto sfruttato. Se circostanze casuali mi facessero diventare celebre non vorrei per questo che i miei libri fossero manipolati da altri allo scopo di vendere di più di quanto non venderebbero altrimenti. Sarebbe essenziale continuare a mantenere il controllo di quello che scrivo. Però sarei disposto a modificare la mia scrittura per venire incontro al pubblico, fatti salvi quelli che considero i contenuti. Cercherei di trovare il miglior compromesso possibile tra una forma che renda i miei testi fruibili al maggior numero di persone possibile e l’espressione delle mie idee, della visione del mondo che mi è propria e, soprattutto, della mia concezione di qualità dello scrivere. Ovviamente sto parlando di sogni, ma sognare costa poco. Alla fine approfitterei della raggiunta fama per scrivere il mio libro perfetto. Che tutti comprerebbero ma nessuno o quasi riuscirebbe a leggere. E che mi darebbe il Nobel.

     

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