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Esistere è un diritto da rivendicare?

31 Mag

In questi giorni, in cui si discute davvero tanto dei diritti delle persone LGBT, dalle proteste francesi ai vulnus (della vulva) di Bagnasco, fino ad arrivare agli ultimi incresciosi fatti di cronaca a causa dell’omofobia e del bullismo, io volevo soffermarmi, un attimo solo, su un accadimento specifico.
Riguarda Davide, 17 anni, che scrive a Repubblica, rivendicando il diritto di esistere in Italia. Andando oltre (sì, davvero, vi prego) alle probabili strumentalizzazioni giornalistiche, in quella lettera, forse in controtendenza con quanto ho letto da tante altre parti, ci ho visto una sola cosa: il dolore.
Quello che ti prende davvero male quando non hai strumenti tali da consentirti di rispondere a livello morale e personale a tutte le forme di discriminazione o di coercizione.
Il bello è che in rete ho visto, in questi giorni, divampare il dibattito, voci corali di tanti di noi che ricordavano a Davide che la vita dell’omosessuale non è tutto un dolore, che bisogna viversi e accettarsi come persona e pretendere di esistere in quanto tali, che i gay sanno essere divertenti… ecco.
Io mi chiedo se tutta questa gente, abbia mai avuto 17 anni.
Se abbia mai vissuto dei momenti di sconforto, quando sei lo zimbello del paese (alle buone) e vivi una condizione che già di tuo, agli occhi di chi non ti accetta, ti fa sentire lo scarto della società e notate bene: si tratta di un sentire interno in una fase della crescita personale, non di un dato di fatto. I percorsi, nella vita delle persone, possono e devono essere differenti, ma mi chiedo come diamine si possa pretendere da un giovane che, evidentemente, sta male perché non si sente accettato, che capisca il domani: sì, quel domani in cui vivrà una condizione adulta, si circonderà (per quanto in suo potere) del rispetto.
IO, rabbrividisco.
Davide, credo, non ha bisogno della condiscendenza di nessuno. Capisco quella dei politici, non accetto quella di chi, presumibilmente, prima di lui abbia affrontato un percorso simile.
Davide forse non aveva bisogno che qualcuno, con fare paternalistico, gli dicesse che domani le cose miglioreranno, magari la sua necessità era non sentirsi solo, adesso.
Nonostante questo… io non so rispondere alla domanda, proprio perché è legata al dolore. Esistere è un diritto che si dovrebbe dare per scontato, a prescindere.
Quando sento un dilemma del genere, non mi proietto del futuro, ma cercherei, come persona, di fare ogni atto in mio potere per far sì che quel dolore non ci sia. A partire da una cosa semplice.
Io ascolto il tuo dolore“.

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1 Commento

Pubblicato da su 31 maggio 2013 in Blog, Vita

 

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Una risposta a “Esistere è un diritto da rivendicare?

  1. erica

    13 giugno 2013 at 01:43

    Grazie all’autore del post, hai detto delle cose davvero giuste. Spero di vedere presto altri post del genere, intanto mi salvo il blog tra i preferiti.

     

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