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Cose Mie #1

10 Mag

Avevo pensato tante volte a questo momento, sai?
Ogni tanto mi sono appuntato nella testa qualche frase a effetto, una di quelle che avrebbero potuto colpire il bersaglio. Stenderlo magari. Ma non è così che funziona, lo sappiamo bene io e te, vero?
Eccomi qua, tastiera davanti, a riempire il vuoto davanti a 4 mesi esatti da quando sei andato via, e forse sto proprio abusando di te, in un momento in cui ne approfitto per fare il punto su tutte quelle cose che mi sono successe nel periodo in cui ci siamo conosciuti, e ancora, nei mesi in cui il buio si è impossessato di te strappandoti via alle cose che ti erano più care, senza che nessuno di noi potesse fare qualcosa per impedirlo. Una volta mi avevi detto, ridendo, che ero quel tipo di “scrittore da best sellers inconsapevole di esserlo“. Ridevi, sì, ma non so nemmeno dirti quanto piacerebbe a me ri – scrivere la storia da capo e riprendere i fili della trama, per poterti  parlare, magari questa sera, di tutti quei piccoli drammi personali che sono caduti tra le mie scarpe nel frattempo. Rinuncerei volentieri alla telefonata, in quella mattina di quattro mesi fa, in cui lei mi ha detto di te, e ancora cancellerei il momento in cui due mesi dopo è stato un altro caro a lasciarci alle cinque del mattino. Sì, i momenti in cui devi raccogliere il dolore, che è tuo, anche se non ti colpisce in pieno viso da lasciarti senza fiato, beh, ti fanno sentire piccolo così rispetto a tutti gli avvenimenti che non abbiamo la capacità di modificare. E poi l’attesa, di una nuova comunicazione, di una nuova chiamata, di qualcuno che forse, oggi, ho salutato per l’ultima volta. Ma non solo questo, davvero. Qualche giorno fa, ho volato, ho toccato il cielo, sono ripiombato a terra, per qualche ora mi sono sentito felice. E non potendolo raccontare a nessuno, l’ho detto a te, ora. Adesso sono qui, col vuoto che forse è un po’ meno vuoto, per tutte le frasi appuntate e non premeditate con cui ti scrivo le mie cose. Mai saprei dirti quanto mi sia mancato, e quanto il deserto che lasci alle tue spalle rimane incolmabile. Ho imparato a tue spese, purtroppo, che le cose lasciate si perdono e non torneranno indietro, voglio provare a coglierle e ho paura. Che, nel momento in cui qualcuno ti abbandona, ti viene restituito soltanto te stesso, in modo malconcio, e doloroso.

Scusami se oggi disturbo te. Scusami se lo faccio qui, se lo faccio così. Scusami se non avevo capito, quando mi avevi detto che Io ed Eclissi eravamo la tua ultima tacca da mettere in bella vista sulle cose che tu hai aiutato a emergere, intendessi dire che era proprio l’ultima. Scusami se a volte ho paura di vivere l’emozione che incontro per strada e se rischio di perderla. Scusami, soprattutto, se tutte le cose che avrei riscritto rimangono pagine incomplete senza tramutarsi in realtà.
Volevo salutarti in questo momento, agrodolce. Solo per quello che, lo sappiamo noi che siamo rimasti qui, indietro non può tornare.

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2 commenti

Pubblicato da su 10 maggio 2013 in Vita

 

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2 risposte a “Cose Mie #1

  1. Ice

    11 maggio 2013 at 09:38

    *manda un abbraccio*

     

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