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Il Vento che scuote il mondo, qui non può passare?

23 Apr

In un momento istituzionalmente delicato come questo, dove i cittadini hanno espresso una chiara volontà politica disattesa come sempre dagli eletti, sfrutto questi pochi istanti per interrogarmi su cosa succede intorno a noi. Nel resto del mondo esiste un vento che scuote la bandiera arcobaleno e forse illumina le menti dei governatori stranieri. Questo vento ha soffiato forte anche in Francia: da oggi, una qualsiasi coppia omosessuale,  che si ama e che ha un progetto di vita in comune, può contrarre ufficiale matrimonio valido in tutto il territorio nazionale. Due persone che si amano e possono essere riconosciuti come “Famiglia” dalla società civile e dalla tutela delle norme. Possono adottare e dare una “Famiglia” fatta di principi, educazione, amore e sesso, a minori in difficoltà o senza genitori.
Questo è solo l’ultimo in ordine di tempo.
Qua in Italia per quanto tempo dobbiamo rimanere senza vento? Anzi, per quanto tempo facciamo finta che esistono priorità ben più pressanti, di cui tanto nessuno si sta occupando comunque?

In tempi bui come questo, una lieve brezza è arrivata grazie al presidente della Corte Costituzionale, Franco Gallo, che in occasione della conferenza straordinaria sulle attività della corte nel 2012, ha ribadito al nostro Parlamento la necessità di porre rimedio al vuoto normativo che di fatto, ancora oggi nel 2013, impedisce alle coppie omosessuali in Italia di avere adeguata tutela del loro legame, in tema di compiti, doveri e diritti.
Nel mare dell’impossibilità al governo di tutte le forze politiche in campo (le stesse che poco meno di due mesi fa, in modi diversi, hanno promesso di occuparsi di questa materia), la brezzolina è passata e ha scompigliato i loro capelli portando l’ennesimo invito, costituzionale stavolta, a occuparsi della definizione di tutela di quelle coppie senza diritto di esistere per lo stato italiano.

Oggi, mentre la Francia festeggia l’ennesimo risultato civile raggiunto dal suo governo, con uno stato di diritto per tutti senza distinzione, mi chiedo se quel maestrale di equità abbia speranza di soffiare qua da noi. O se, come sempre, ci dovremo accontentare di stare a guardare i tornado di civiltà degli altri paesi.

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Pubblicato da su 23 aprile 2013 in Blog

 

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