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Di stracci in mano, di stelle che si spengono e di lettori che scompaiono.

25 Mar

Pensierino della sera.
FreeE’ quando un editore si assume il rischio di impresa e ti pubblica, sì. Ti pubblica perché il tuo lavoro lo merita. Perché ne vale la pena e ci crede. Rischia, perché è il suo lavoro.
EAP. L’editore a pagamento ti pubblica se tu lo retribuisci per farlo. Non importa che lo meriti, ma basta pagare, tutto il resto si vanifica. Non ne vale la pena, sei tu che ti accolli il rischio, non lui.

In Italia, oggi, esiste un lettore ogni tre scrittori. E’ inutile, tutti siamo artisti e, spesso e volentieri,  ogni artista che si rispetti non si degna di leggere chi ha intorno e farne le appropriate associazioni. In Italia uno scrittore su tre legge un altro libro per sentirsi migliore della concorrenza, e all’occorrenza gli dedica un post velenoso nella rete stile “Massacro del testo“.
Non ci sono lettori in Italia. Un italiano su x abitanti non legge che un libro l’anno, e spesso quel libro è quello sbagliato, perché magari imparerà nuove cose sulla frontiera del bondage o su quante sfumature esistono di alcuni colori, magari sarà anche capace di cucinare un piatto nuovo ma… non saprà mai nulla di un’emozione che può nascondersi dietro una copertina.

Vorrei essere Elisabeth Swann. Avrei voluto tanto fare una partita a Quidditch con Harry Potter, e magari trovarmi nei panni di Tadzio a Venezia. Avrei stretto la mano a Querelle, lì, a Brest (e non solo quella). Avrei potuto nuotare col delfino Daniel, prima di scrivere una poesia per Fortunata, la gabbianella.

Ci sono milioni di volte in cui penso che per ogni ebook comprato c’è un albero sulla terra che viene risparmiato. E altrettante altre in cui invece mi ricordo che per ogni cartaceo acquistato salvo un libraio e me stesso dal tumore che sicuramente provoca il wi – fi. Eppure alla fine, è questo quello che davvero conta?

C’è crisi. Sì, lo dicono in tanti. Ogni volta che un editore free chiude è come se si spegnesse una stella nel cielo. Smette di brillare, puff, un sogno che svanisce. Il tuo, che leggevi. Il loro, perché fino all’ultimo ci avevano creduto.
Ogni volta che un editore free chiude due su tre EAP ingrassano. Perché gli allocchi che pensano di comprare il prestigio pagando per lavorare aumentano. Mentre chi legge diminuisce, perché non trova più nulla di cui vivere.
Ogni volta che un editore free chiude è come se una morsa mi crocifiggesse il cuore per far schizzare le coronarie. Sono i momenti in cui vorrei afferrare il tempo, le pagine che magari ancora non avevo letto e che svaniranno tra gli scaffali. Chiudo i pugni, li riapro, per ritrovarli pieni di stracci con cui asciugare il dispiacere.

Perché a volte, scrivere, non è un titolo che si compra. Ma solo una necessità. Pagare per farlo e vedersi specchiati in una copertina, non per tutti è un risultato auspicabile, non quanto per chi scrive per essere letto e basta. Perché dire di essere uno scrittore pagando per pubblicare, è come scopare con le prostitute e definirsi un latin lover. Il sentimento non si compra. Il fascino nemmeno. E tantomeno un titolo pesante da portare sulle spalle. Anche se spendi miliardi per avere il marchio fasullo sulle tue pagine.

Odio perdere i libri, odio ancora di più perdere le opportunità per leggerli, quei libri. Odio le stelle che si spengono e le EAP che ingrassano. Odio dover dire che no, io non ho pagato, e non mi sono mai sognato di dire di essere uno scrittore per questo.

Pensierino della notte, prima di un click, dedicato alle notizie tristi, alle stelle che brillano, tremano e poi si spengono perché non si legge abbastanza in Italia. Ma in questo Medioevo, vogliamo solo e soltanto scrivere.

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1 Commento

Pubblicato da su 25 marzo 2013 in Blog, Letteratura, Vita

 

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Una risposta a “Di stracci in mano, di stelle che si spengono e di lettori che scompaiono.

  1. Annarita Faggioni (@piacerescrivere)

    1 giugno 2013 at 21:55

    Perché in effetti non vogliamo nemmeno fare i critici tanto per dire che ne sappiamo una più del diavolo e facciamo belle citazioni. Vogliamo solo riprendere la penna come una volta, come quando eravamo bambini. E non importa quanti fogli avremo letto, conosciuto ed amato solo noi. Continueremo a farlo oltre le EAP e nonostante tutto. Perché è tutta la vita, è il respiro che ci avvolge e che ci fa sentire vivi. Nient’altro e tutto questo è il nostro piccolo universo. Scusa lo sfogo.

     

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