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Stefano Paolo Giussiani – L’ultima onda del Lago [RECENSIONE]

13 Feb

 

Titolo: L’ultima onda del lago

Autore: Stefano Paolo Giussani

Editore: Bellavite

ISBN: 978-88-7511-172-4

Pagine: 192

Trama: Milano, imperversa la seconda guerra mondiale e i bombardamenti. Anna e Davide sono in pericolo. I loro genitori sono stati portati via dalle SS, in quanto ebrei. Davide è sordo – cieco, solo la sorella Anna si occupa di lui. E Sebastiano, l’amico di famiglia, che ha appena visto sparire il suo compagno Ervé portato via dalla milizia verso un’ignota destinazione, probabilmente la morte.

I tre partono per un lungo viaggio, destinazione: salvezza. Nel frattempo il comasco Valerio, che si dedica al contrabbando, ha l’intuizione della sua vita: costruire un sommergibile per portare le merci aldilà del confine sul lago di Lugano. Aiutato dall’anziano Priamo cerca di realizzare questo progetto. I destini di cinque persone si incroceranno, tra inseguimenti, paure e fughe diventando l’emblema di un unico ideale. La giustizia. La sopravvivenza, la rivalsa sulle crudeltà del mondo.

Contenuti: La trama apre diversi spiragli interpretativi, che spaziano dall’odio razziale, storicamente trattato e noto per il periodo di riferimento, e la conseguente accettazione, da parte di alcuni, della diversità. Anna viene aiutata da Sebastiano, e nel contempo lei accetta lui e il suo amore per Ervé. Un altro aspetto che sicuramente non è da trascurare è proprio la rappresentazione dell’omosessualità, al di fuori dagli schemi e dagli stereotipi. Sebastiano perde un compagno di vita, tra loro c’era amore, e in questa concezione, moderna nei proclami ma non nelle tradizioni dell’epoca, personalmente ho intravisto lo sviscerarsi della tematica LGBT in modo assolutamente privo di cliché tanto care a chi ha scritto testi (e in questo tra tutti mi viene in mente la “Morte della Bellezza” e, per certi versi “La Libellula” se pensiamo a produzioni un po’ più recenti) su quell’ambientazione storica con personaggi omosessuali. I due si amano e non vogliono/cercano altro, certo, qualcuno potrebbe replicare che la storia si interrompe forse prematuramente, ma da un lato la dimensione romantica non sembra perdersi come anche non appare stucchevole al lettore.

Altro tema centrale è sicuramente il senso della diversità attraverso la presenza della disabilità di Davide, che non è ugualmente stigmatizzata ma nemmeno utilizzata per suscitare pietismo nel lettore.

Infine nei contenuti, a parte il senso di rivalsa e di sopravvivenza, di sicuro è preminente l’approccio all’epoca storica, senza parlare apertamente delle atrocità commesse dal regime nazista ma lasciandole trasparire dagli stessi eventi e dalle emozioni dei personaggi.

Ambientazione: Una nota di colore che permane per tutto il testo. I luoghi possono non essere noti al lettore, ma con degli stratagemmi descrittivi e funzionali, che non appesantiscono la lettura, sembra che di fatto ci si ritrovi da quelle parti, come per incanto. Ciò è merito comunque di una tecnica narrativa ponderata e ben architettata. L’ambientazione storica è altresì coerente, facendo vivere al lettore il clima dell’epoca in maniera naturale, e piuttosto congrua, senza risultare opprimente.

Personaggi: In questo aspetto bisogna evidenziare in primo luogo la buona resa caratteriale di Anna. Lei perfora la pagina con le sue contraddizioni, e soprattutto con il suo modo di crescere, durante la storia, facendo apparire per certi versi il testo con alcune caratteristiche del romanzo di formazione. Una ottima forma la si riscontra anche nel modo con cui viene presentato Davide e sul come la sua disabilità si recepisce in maniera congruente senza diventare idealizzata, o peggio ancora, suscitante il pietismo. La relazione tra lui e la sorella risulta forse un po’ troppo altisonante, volutamente commovente, ma non per questo meno efficace.

Un bel personaggio è anche Priamo, la sua storia, la sua saggezza, i suoi sentimenti che nascono e crescono con il progetto di Lùbot.  Sebastiano è forse il personaggio più controverso: le sue emozioni ci descrivono la relazione con Ervé, ma mentre il suo momento triste è stemperato dalla missione che si è imposto nei confronti dei due fratelli, la loro storia ritrova una magia e una connotazione diversa attraverso Anna e i suoi ricordi sui due, che di sicuro rendono maggior giustizia al loro amore.

Chi invece è poco definito, se non in termini di antagonismo, modi selvaggi e ambiziosi, è proprio Valerio, tanto che il finale, che proietterà i sopravvissuti ai giorni nostri, mi ha lasciato un po’ perplesso. (Non posso dire oltre, per non rovinare il finale della storia).

In ogni caso l’aspetto che di certo emerge con forza è il giusto mix tra vicende e le forti emozioni che un po’ agiscono tramite l’ambiente circostante, un po’ schiaffeggiano il lettore tra le righe esternandosi nei pensieri dei protagonisti.

Forma e stile: Non si può eccepire nulla al testo. La forma è curata, nessun dettaglio sembra essere lasciato al caso ma anzi sembra studiato per impreziosire la trama in maniera forte ed evidente. La struttura della storia si sviscera tra vissuti, vicende ed emozioni in maniera naturale, costruita secondo un modello consequenziale e alternato tra le vicende dei tre fuggiaschi e quelle di Valerio e Priamo sino al momento in cui i destini si incrociano.

In nessun punto ci si perde nella narrazione, nemmeno quando vengono affrontati i flashback necessari per dare completezza alla trama. La forma è fresca e leggera, per nulla pesante. Una narrazione con terza persona a focalizzazione interna, per quanto corale in alcuni tratti, ma che comunque non genera mai confusione sul chi fa che cosa.

Giudizio finale: Questa storia, inaspettatamente, mi ha steso. Vuoi perché non me lo aspettassi, vuoi perché comunque non mi sentivo attratto dalle sue vicende, eppure… Eppure. Dentro queste 185 pagine ho vissuto le emozioni, ho provato un vero e proprio trasporto emotivo, dalla rabbia, alla gioia sino alla commozione. Dal profilo analitico il testo è un buon storico, forse breve, ma questo costituisce di certo un punto di forza per il tipo di approccio e del messaggio veicolato, ritrovando nelle azioni di persone normali, semplici, degli improbabili eroi da non dimenticare. A livello personale sono persuaso che questo romanzo è in grado di dare molto al lettore. Una vera sorpresa che ha il potere di illuminare a giorno le coscienze di chi si ferma tra le acque della storia a lasciarsi trasportare dall’onda dei ricordi. Sì, illuminare le coscienze e, nel mio caso, sciogliermi il cuore.

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Pubblicato da su 13 febbraio 2013 in Letteratura, Recensioni

 

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