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Rabbia e Incompetenza – Puntata 5

18 Nov

Oggi me la prendo con un grande Ente, Poste Italiane. Sì, quelli che invece di recapitarti un pacco, il pacco te lo fanno.

Lunedì scorso è partito un pacco per me, con un contenuto che mi serviva con solerzia entro la settimana. Nonostante, da linee guida, entro mercoledì (3° giorno) il pacco doveva giungere a destinazione, il corriere preposto con calma lascia l’avviso giovedì pomeriggio (eppure a casa alle ore 15 c’era qualcuno, ma il campanello, ahimé non ha suonato).

Comunque, nell’avviso venivo invitato a recarmi in ufficio a partire da 2 giorni dopo il ricevimento, per il ritiro. A parte la stranezza: di norma, se non sono a casa, dovrei poterlo ritirare almeno da un giorno dopo, ma vabbeh, andiamo oltre. Non contento venerdì vado a chiedere informazioni sul ritiro presso l’ufficio: oltre  a non esserci il pacco (“che arriverà da noi stasera”) mi invitano a venire sabato mattina per il ritiro.

Contestualmente, beneficiando del servizio di rintracciabilità, venerdì sera leggo che il pacco è stato “Consegnato” (e non si sa bene dove) e risulta “disponibile” presso l’ufficio indicato nell’avviso. Con un po’ di stress cumulato, a causa del fatto che avevo i minuti contati per poter far quadrare tutte le cose (il contenuto era necessario averlo con me per la sera di sabato), armato di pazienza sabato vado a officiare il ritiro. Mi sorbisco una buona ora di file e indovinate un po’? Il pacco non c’è, non è mai arrivato e se voglio ritirarlo devo tornare martedì che forse per quella data arriva. E mi devo anche muovere perché i 7 giorni di deposito concesso sono già iniziati dal momento in cui ho ricevuto il primo avviso. (sì, perché non esiste, a oggi, un secondo, come da linee guida). Sicuramente il pacco è ancora in giro in qualche camion del corriere, per quello non è arrivato a destinazione.

Ma quindi me lo stanno consegnando a casa? Dico io. Certo che no, mi si risponde, il pacco è in deposito giacenza, deve tornare a ritirarlo qua da noi, mica possiamo riportarlo nelle case dove non vi fate trovare…

Sabato esplodo: tra me e il mittente della spedizione facciamo partire un po’ di telefonate tra uffici e call center, il cui sunto è il seguente:

– L’ufficio preposto alla consegna sostiene di non aver mai ricevuto il pacco in questione.

– Il call center centrale prima mi dice che il pacco è stato consegnato e che già da sabato mattina andava ritirato all’ufficio postale, dopo che gli racconto di esserci appena tornato dall’ufficio e dell’urgenza della consegna mi invita a contattare il corriere per rintracciarlo nella loro sede.

– Il corriere sostiene di averlo consegnato all’ufficio smistamento centrale dopo la mancata consegna e riferisce che in alcun modo è possibile che sia rimasto presso le loro sedi.

– L’ufficio smistamento riferisce che ha consegnato il pacco sabato all’apertura all’ufficio dove sarei dovuto andare, non capendo perché li telefonassi e soprattutto perché l’ufficio non aveva officiato la consegna allo sportello.

– L’ufficio di consegna ha continuato a sostenere di non aver mai visto il pacco e che sarà di sicuro disponibile lunedì non prima delle 10,30 orario in cui posso andare a ritirarlo, al che mi incazzo ancora di più perché mi chiedo se certi impiegati pensino che durante la settimana debbano lavorare solo loro e che gli altri debbano sottostare agli orari altrui.

Comunque, la cosa più importante è che quello che avrei dovuto fare ieri sera, purtroppo, non l’ho potuta fare, con tutte le rogne e le conseguenze del caso, compresa la perdita di credibilità. E ovviamente, oggi, nonostante il fegato eroso dalla rabbia, mi chiedo se ormai valga la pena domani andare a ritirare il pacco tanto atteso, più che altro per la paura di sentirmi dire, ancora una volta, che non c’è e che devo tornare quando qualcuno dei soggetti coinvolti si degnerà di renderlo disponibile al ritiro. Col grosso rischio che, in realtà, se ancora il pacco esiste e non è stato né perso né rubato, tornerà in un tempo non quantificabile indietro al mittente.

La sintesi è la seguente: ci sono tre uffici coinvolti che si contraddicono a vicenda, tre enti che nemmeno tra loro parlano, e ci sono io utente che l’unica cosa che dovevo pretendere era che la corrispondenza venisse eseguita come da carta dei servizi. Poi ovviamente i commenti si sperticano: cosa potevo aspettarmi? Siamo in Italia, e la professionalità non è di certo il requisito richiesto per fare, perlomeno, il proprio dovere, per cui, vorrei precisare, il servizio è stato pagato in anticipo. Servizio di pubblica utilità, privatizzato. Però tutti quanti continuiamo ad additare solo e soltanto le pubbliche amministrazioni.

Buona domenica a tutti. La mia, si sa, è stata rovinata da giovedì.

Benvenuti. Questa è l’Italia, nell’anno 2012 del Medioevo. E stavolta è pure un medioevo di corrispondenza.

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2 commenti

Pubblicato da su 18 novembre 2012 in Vita

 

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2 risposte a “Rabbia e Incompetenza – Puntata 5

  1. ferdinando de blasio

    18 novembre 2012 at 16:44

    Ciao Fra! Questo è il motivo per cui, se devo spedire qualcosa di importante, le Poste sono l’ultima spiaggia. Meglio un corriere espresso.
    (E ora sono curioso: alla fine, in ‘sto pacco cosa c’era?)

    F.

     
    • jfmastinu

      18 novembre 2012 at 17:50

      Libri. Le mie copie promozionali di Eclissi.

      *saluta Ferdi* 🙂

       

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