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Sono quello che vuoi [Recensione]

17 Nov

L’ossessione.
Quella che divampando dentro, esplode.
Quella che non riesci a controllare o a seppellire in fondo all’anima. Ecco, questo per me è stato leggere “Sono quello che vuoi”.

Titolo: Sono quello che vuoi
Autore: Enrica Aragona
Editore: Edizioni La Gru
Collana: Corto Circuito
ISBN: 9788897092100
Prezzo: 11 euro
Numero pagine: 164

TRAMA: La ventisettenne Laura, dalla vita quasi perfetta: un lavoro a tempo indeterminato, un uomo con cui ha collaudato una routine, amiche. Una vita normale. Ma la catena si spezza quando decide di voler cambiare lavoro e sentirsi più vera, più Laura. Cambiamento che sottende forse un’insoddisfazione più profonda, che si chiamerà poi Alex. L’uomo tenebroso, fratello del suo nuovo datore di lavoro. I due si conoscono e si immergono in un’intensa relazione fisica fatta di annientamento e passione, un vortice da cui Laura fatica a emergere. Lei respinge, cede, cambia, scappa… Ma Alex rimane sempre lì. A possederla. A essere quello che lei vuole. In una concatenata serie di eventi i due si allontanano, si ritrovano, sconvolgendo la vita di Laura, finché ella non troverà la forza di porre fine in maniera decisa al suo tormento.

CONTENUTI: “Sono quello che vuoi” è un libro dalle mille sfaccettature, ci presenta una donna forte e determinata, con le paure e le fobie che gravitano intorno alle sue certezze. Una donna vittima, che ama il suo carnefice ma nel contempo ne rifiuta l’esistenza, in una dicotomia che riprende metaforicamente i temi del femminismo, e la politica di tutela di genere. Non è un libro che descrive la passione sfrenata e il desiderio: li fa vivere nella lettura, attraverso un meccanismo di immedesimazione.
Laura è moderna, contraddittoria. La sua dipendenza fisica ci parla del malessere comune alla società moderna: l’insoddisfazione, il voler uscire dagli schemi pre – imposti di una vita già avviata senza margini di imprevedibilità.
Un altro aspetto è la “violenza” sulle donne: per quanto vista in senso esteso, e forse in maniera accondiscendente, il testo riesce a far vivere al lettore comuni scene di possessione passionale, poco importa se condivise. Laura, nel suo percorso, ha modo di scendere nel baratro di sé stessa, e di risalire con un enorme sforzo di volontà, con l’unico desiderio di riprendere in mano la sua vita e renderla conforme a quello che è, secondo lei, il bene.
Il suo, unicamente il suo.
Marginalmente il libro mi ha fatto anche riflettere, attraverso i cenni del passato, alle problematiche relative alla disgregazione familiare. Laura confessa di aver perso la madre in giovane età e di aver costruito un rapporto di poco dialogo con il padre. Laura ci parla del fratello, tragicamente deceduto, a seguito del lutto familiare, a causa della dipendenza da sostanze stupefacenti. Lontani da cliché che forse troppo facilmente si adatterebbero a una storia familiare del genere, Laura fa riflettere il lettore sulla tematica dell’abbandono e sulla mancanza di punti di riferimento stabili, in un momento della vita quale, per quanto si rifiutino, siano più che mai necessari.

STILE E FORMA: Una narrazione in prima persona, per quanto provochi una immediata immedesimazione sui fatti narrativi, richiede sempre uno sforzo maggiore per non lasciar trasbordare le troppe riflessioni del protagonista (e dell’autore) sulle azioni e sul raccontato. Eppure il testo è pulito, quasi mai in fallo e ben calibrato, con l’emotività trattenuta, a volte forse persino troppo, lasciando mal interpretare Laura e il suo modo di affrontare le vicende. Stile corretto in forma smagliante, accurata. Quasi mai piatta, anche nei momenti di ponderazione estrema.

PERSONAGGI: Su Laura abbiamo detto abbastanza, per quanto tutto il testo è incentrato sul suo modo di reagire e di vivere l’accaduto. Un personaggio di rilievo è di sicuro Alex: maledetto, perverso, passionale. Riesce a tirare le corde del desiderio e dell’ossessione in Laura in maniera sopraffina, rendendola succube dei suoi desideri e delle sue truculente vendette. A volte, forse, esagerate e spropositate tanto da rendere inverosimile la sua cattiveria. Alex è un uomo di certo sicuro di sé, ma questa sua sicurezza lo porta a commettere degli errori di interpretazione.
Esatto suo opposto è Stefano, il compagno di Laura, poi marito. Ma proprio per questo suo modo di essere in antitesi con Alex, lo rende, all’interno della storia, un personaggio di contorno, legato al senso di colpa della protagonista e al suo modo di reagire col perdono o col senso della rivalsa. Altra figura centrale, per Laura, è Nadia, l’amica di sempre. L’amica che in un certo senso tradisce ma alla quale si aggrappa come punto di riferimento nei momenti di difficoltà. Per quanto la sua presenza non sia costante, e a volte rimanga inascoltata, si rileva la sua presenza in maniera decisa e chiara.
La storia è ambientata in Italia, l’atmosfera si percepisce, per quanto in maniera distaccata, per via del coinvolgimento fisico della protagonista che rimane più attratta dai fatti che dal contorno. Le descrizioni dei luoghi rimangono scarne, poco approfondite, ma considerato il tenore dell’intero romanzo non è un aspetto di rilievo.

GIUDIZIO FINALE: Poco da dire. Un buon libro che si sviluppa in maniera forte, semplice nel suo complesso, con una caratteristica importante: l’autrice, che ha una penna audace e addestrata a esserlo, ha la capacità innata di riuscire a far entrare il lettore nella trama. Pur essendo accessibile a chiunque, “Sono quello che vuoi” non è un libro adatto a tutti, ma soltanto a chi sa, per averlo sperimentato sulla propria pelle, che il desiderio ossessivo esiste e che questo ti porta a fare delle scelte infelici, pur di realizzare le proprie aspirazioni. Un libro quindi che non si adatta al buonismo dilagante, ma che sbatte in faccia una realtà semplice e altrettanto dolorosa: l’assillo sussiste nella vita di tutti, e il desiderio di realizzarlo ci fa compiere delle valutazioni ardite. Uno dei pochi modi, per dirlo proprio come Laura, che ci fa sentire vivi. Il romanzo di Enrica Aragona è senza dubbio dedicato a chi ha toccato il fondo, e a chi da quel fondo, con un balzo in alto, ha realizzato la propria risalita.

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Pubblicato da su 17 novembre 2012 in Letteratura, Recensioni

 

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2 risposte a “Sono quello che vuoi [Recensione]

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