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La mia biblioteca in Pillole – In tempo di Guerra … (15)

28 Ago

Durante quest’ultimo periodo ho letto diversi testi, annoverati come LGBT, ambientati in periodo di guerra. Ho deciso pertanto di raggrupparli in un unico topic, per affinità di argomento. Non tutti mi sono piaciuti, e tantomeno tutti allo stesso modo. Però, come avrete capito, aldilà del mio giudizio, come lettore, mi piace un po’ fare la raccolta dei testi a tematica omoaffettiva, per lasciare traccia della loro esistenza e di ciò che mi hanno lasciato dentro dopo l’ultima pagina.

La Libellula, di Bert D’Arragon.

Giovanni e Pietro. Un incontro che ha un qualcosa di  speciale sin dalle prime righe. Due giovani che si innamorano, scappano, si ritrovano a vivere disavventure nel periodo fascista. La loro fuga permette al lettore di percepire coi propri occhi le mille contraddizioni di un’epoca tanto dibattuta, rincorrendo sin dall’inizio ideali di giustizia, libertà e affermazione. La riflessione primaria che subentra è la concezione, ovviamente negativa, dell’omosessualità per gli italiani dell’epoca, ma tale giudizio viene sempre stemperato dai sostenitori della coppia, da coloro che aiutano i due ragazzi a fuggire, e a nascondersi. Le loro vite subiranno delle modifiche sostanziali, si separeranno, si ritroveranno, si perderanno dietro agli ideali e alla rincorsa di un epoca migliore. Indubbiamente, è consigliato a chi ama l’accuratezza storica dei testi, con tutti i dettagli che realmente fanno vivere e respirare cosa significasse vivere in quel periodo.

La morte della bellezza, di Giuseppe Patroni Griffi.

In una Napoli che rischia di crollare sotto gli attacchi alleati, Eugenio, un giovane ragazzo che deva ancora fare i conti coi propri desideri e le proprie pulsioni, si invaghisce di  Lilandt, un tedesco con radici italiane che fa l’insegnante per vivere. Tra i due, nonostante la situazione storica peculiare e nonostante la continua variazione dei desideri e degli interessi del più giovane, scocca la scintilla, che li porterà a vivere in maniera forte, e a volte persino eccessivamente erotica, la loro relazione, fino a una improvvisa separazione. Il testo è centrato particolarmente su Eugenio e i suoi desideri, sulla scoperta di sé, sull’accettazione di quanto prova, anche quando avviene troppo tardi per entrambi. Lo stile è lezioso, edulcorato, forse troppo elaborato e di certo in antitesi con una narrazione moderna, e la storia, per me, non è stata costruita in maniera coinvolgente, ma si tratta pur sempre di opinioni personali.

Eldorado, di Vladimir Luxuria

Strutturata in differenti piani temporali, la storia raccontata è quella di Raffaele, un cabarettista che si traveste impersonando la nonna Wanda. A causa di un’aggressione Raffaele ha modo di raccontare la sua vita, e soprattutto del sua giovinezza, quando ebbe modo di ritrovarsi a esibirsi con Franz e Karl, nella Berlino del nazismo, al locale Eldorado. Durante l’esibizione irruppero le SS, e mentre Raffaele, fortunosamente, venne rimpatriato i due fratelli finirono tragicamente in un campo di concentramento come “Triangoli Rosa”. Con un continuo rimando agli avvenimenti dell’oggi e un collegamento col passato, Raffaele recupera i ricordi e la tragca fine dei suoi amici, per rendergli onore ai posteri, come avrebbero meritato. La prosa è realistica, ben strutturata e accattivante, il libro si fa leggere con piacere. Pur affrontando un tema, l’omocausto, di cui tanto si è fatto ma ben poco diffuso, l’autrice è riuscita a non essere eccessivamente banale nella narrazione. Come lettura, per quanto mi riguarda, è stata una bella sorpresa.

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4 commenti

Pubblicato da su 28 agosto 2012 in Recensioni

 

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4 risposte a “La mia biblioteca in Pillole – In tempo di Guerra … (15)

  1. bdarrago

    31 agosto 2012 at 14:22

    Bellissima la breve recensione de “La Libellula”… diversa dalle altre, scritta proprio con un occhio libero dai luoghi comuni. Grazie… secondo me è importante per un autore avere un “ritorno” dai lettori. Visto che sei sardo mi spingo a chiederti: ma il mio romanzo “Ichnusa” (Alphabeta) l’hai letto? Come si capisce dal titolo è ambientato proprio in Sardegna, quindi su quello sarebbe favoloso avere un tuo feedback (anche se la Sardegna vista da un continentale è sempre diversa da quella vissuta sull’isola!). Comunque grazie e complimenti! Bert d’Arragon

     
  2. jfmastinu

    31 agosto 2012 at 22:03

    Innanzitutto grazie Bert per aver commentato. Sono contento che abbia gradito 🙂
    Per quanto riguarda il tuo secondo romanzo, no, non lo conoscevo.Faccio una ricerca e vedo se riesco a ordinarlo (se esistesse anche in e-book sarebbe perfetto, potrei acquistarlo nell’immediato). Grazie ancora e complimenti a te per Libellula, mi ha (e si vede) colpito molto 🙂

     

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