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Odio e Invidia – Puntata n. 3

09 Giu

E siamo qua, dopo un po’ di tempo, giusto perché stamattina sono stato trapanato da un chiodo.

Ehm, ok. ci siamo capiti. Insomma, tramite una serie fortuita di coincidenze oggi approdo a una conversazione di un gruppo di Anobii (noto social network per chi legge) per ritrovarmi dinanzi una vera e propria crociata nei confronti di una scrittrice famosa. Senza scendere nei dettagli in pratica questa persona veniva accusata di moralismo spicciolo, velata falsità e poca chiarezza perché pare che abbia uno pseudonimo. Sì.

La questione è che tale scrittrice, già oggetto di notorietà per le sue lotte contro i mali dell’editoria e altre interessanti iniziative sociali (oltre ai suoi bellissimi saggi) parrebbe sia stata pubblicata (sempre che sia vero) con uno pseudonimo, nonostante la storia dimostrabile è che questo pseudonimo sia stato reclutato dalla rete come franwriter arrivando a un successo inaspettato, e comunque meritato.

Ecco. Il dramma, per questi signori, è che accusano la scrittrice (sempre che sia vero che le due identità siano riconducibili alla stessa persona) di essersi approfittata della sua posizione, di aver montato su una storia non reale (perché non sia mai che sia stata scelta lei e non magari i talentuosi che protestano a gran voce) e di aver “ingannato i lettori”.

Ma stiamo scherzando?

E se anche fosse? E se davvero le due scrittrici fossero la stessa persona, è diventato una colpa grave da dover infangare gratuitamente qualcuno? Se davvero le cose stessero così, l’unico pensiero che mi verrebbe in mente è che questa persona è geniale, per essere riuscita in due distinte occasioni a diventare una nota emergente e in quanto tale apprezzata, tra l’altro con due generi totalmente diversi tra loro. E che sia sola, duale, con disturbo di personalità multipla o trina, francamente, sono soltanto cazzi suoi. E di certo, se così fosse, non capisco il perché si debba montare un casino del genere.

Il mondo dell’editoria italiana ha tanti problemi: l’emergente non emerge, siamo sommersi da robaccia EAP, tutti vogliono fare gli scrittori, il vero talento a volte passa in secondo piano rispetto al conduttore/calciatore di turno o all’americanata del momento e noi impieghiamo un intera mattina per scagliarci contro uno dei pochi esempi di letteratura sana italiana?

Ma roba da matti …

Benvenuti, questa è l’Italia, nell’anno 2012 del Medioevo. E stavolta è anche un medioevo letterario.

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Pubblicato da su 9 giugno 2012 in Blog, Letteratura, Recensioni

 

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