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Odio e Disinformazione – Puntata 2

23 Mar

Come è noto la corte di Cassazione, con la sentenza 4184 del 15 Marzo 2012 ha sancito in maniera indelebile che le coppie omosessuali, a prescindere dal vuoto normativo che ancora persiste in Italia, hanno diritto a essere equiparate come fruitrici dei diritti che spettano alle coppie sposate. Per chi volesse cimentarsi nella lettura della sentenza integrale, per il momento può farlo qui.

Già. Come è noto si tratta di una notizia storica, che non si potrebbe mai trascurare e che magari dovrebbe portarci a riflettere su come nel nostro Stato tutto quello che riguarda i diritti civili viene taciuto, ignorato, volutamente censurato ingiustamente. Cambierà qualcosa? Francamente me lo auguro, ma purtroppo sono pessimista. Mi ha fatto sorridere che alcuni di questi principi li avevo tirati fuori io nel mio piccolo in questa occasione, ma non sto scrivendo oggi per rivendicare nulla. Questa sentenza dovrebbe essere festeggiata, osannata, stampata e distribuita tra la gente e, soprattutto, tra i politicanti nostrani. Però mi è venuto subito l’amaro in bocca. La notizia ha avuto (e non si poteva fare altrimenti) una certa risonanza mediatica, ma come sempre si è risolta anche con l’intervento di alcuni sedicenti opinionisti di regime che ovviamente hanno affrontato l’argomento secondo una prospettiva “etica”, uno tra tutti qualche giorno fa mi ha fatto schizzare letteralmente perché oltre ad asserire che le coppie sono di serie A (sposate, etero, cattoliche) o di serie B (gay- contronatura) e che non sono paragonabili (ma a questo ci sono sin troppo abituato) si è persino permesso di dire che daltronde certi diritti, come l’assistenza in carcere e l’assistenza ospedaliera per i conviventi non sposati omo è già oggetto di normativa, per cui di questa sentenza in sintesi non ce ne facevamo nulla.

Ok. Immaginiamo un italiano medio, che è disinformato su queste questioni: sente un commento del genere e ci crede sul serio. Peccato che:

SIANO BALLE!

Non esistono norme di diritto privato né tanto meno procedure messe in atto negli enti ospedalieri per consentire a un convivente di esercitare il diritto esistenziale come quello che il sedicente giornalista ha citato.

Il problema è semplicemente questo: la disinformazione, quella sottile campagna mediatica denigratoria che dipinge una realtà per un’altra, solo per stimolare un qualsiasi spettatore a dire “Ma cos’è che vogliono ‘sti gay?” (e possibilmente con tamarroide intonazione).

Spesso anche noi nel nostro piccolo commettiamo errori di questo tipo, lanciando nel web una frase che, per quanto possa non detenere intenti malevoli, lasci intendere altro. Come? Quando?

Oggi per altri motivi mi sono ritrovato a sentire una presentazione di un libro di un esordiente su youtube. Tutto sarebbe stato regolare se non avesse utilizzato un parallelo tra la sua esperienza di coma (raccontata non so come con il libro, non sono informato) e quella di un rugbista che dopo un coma ha deciso di cambiare vita. In quella presentazione, per i primi 6 minuti (dopo ho spento incazzato nero) non ha fatto altro che ripetere che il rugbista si è svegliato dal coma, ha lasciato lo sport, è diventato parrucchiere, si è tinto i capelli ed è diventato gay. Due, tre, quattro volte. Coma, cambia vita, capelli tinti ed è diventato gay. Domani mattina sbatto la testa al muro, svengo, e decido di DIVENTARE etero. A volte mi chiedo se la gente pensa prima di scriverle certe cazzate e di esternarle.

Tutti sanno ormai che un uomo/donna/ persona a caso non diventa all’improvviso gay o etero sulla base di un evento esterno o di una scelta. Sono anni che si parla di nascita, di geni, di studi, di dimostrazioni che uno non diventa gay tanto per fare. Ma lo è. Al massimo sceglie di accettare quel che è.

Possibile che non ci si arrivi mai? Possibile che per 20 passi in avanti grazie anche a gente del genere ne facciamo 30 indietro?

Sono senza parole.

Benvenuti. Questa è l’Italia, nell’anno 2012 del Medioevo.

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Pubblicato da su 23 marzo 2012 in Blog, Vita

 

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