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Vecchie Notizie – Pensieri Sparsi. Wake UP. [2008]

26 Gen

A grande richiesta torna un vecchio topic rivendicativo contro un troll che mi aveva preso di mira per i miei articoli LGTB.

(Antefatto: Un cittadino ben pensante ha infatti “benpensato” di scrivermi qui, col commento n. 6,  che cosa pensa che debba fare … e allora, dopo aver sentito quasi per caso questa canzone, che conoscevo tanti anni fa … ho pensato anche io … che avevo qualche cosa da dirgli. La dedico a chiunque ritiene di subire un certo tipo di vessazioni.)

PEDICABO EGO VOS ET IRRUMABO,

AURELI PATICHE ET CINAEDE FURI,

QUI ME EX VERSICULUS MEIS PUTASTIS,

QUOD SUNT MOLLICULI, PARUM PUDICUM.

NAM CASTUM ESSE DECET PIUM POETAM

IPSUM, VERSICULOS NIHIL NECESSE EST,

QUI TUM DENIQUE HABENT SALEM ET LEPOREM,

SI SUNT MOLLICULI AC PARUM PUDICI

ET QUOD PRURIAT INCITARE POSSUNT,

NON DICO PUERIS, SED HIS PILOSIS

QUI DUROS NEQUEUNT MOVERE LUMBOS.

VOS, QUEI MILIA MULTA BASIORUM

LEGISTIS, MALE ME MAREM PUTATIS?

PEDICABO EGO VOS ET IRRUMABO.

CATULLO, CARME 16

 http://www.youtube.com/watch?v=BWsIgP97_rQ (ascolta)

  Ti piace la neve, ma solo s’è calda.

Ti piace la pioggia, ma solo s’è asciutta.

Non c’è alcun valore sentimentale nella rosa ch’è caduta sul pavimento.

Non c’è alcuna scusa fondamentale per avermi data per scontata.

Sai, non pensavo che alla fine mi sarei ritrovato a scriverti, e così a farti sentire importante, ma a volte è necessario rimestare un po’ nel torbido per non dimenticarci mai quello che siamo. E allora ho deciso di parlare di Te, di quella persona che dietro a uno schermo, magari simile al mio, si è imbattuta tra le mie parole e ha pensato di lasciarmi un pensiero del suo passaggio. Ma forse non erano queste le tue reali intenzioni, perché ti sei servito della tua tastiera solo per cercare di insegnarmi quello che devo fare. Volevo quindi iniziare col ringraziarti del tuo consiglio, ne farò sicuramente uso, come ogni mattina faccio uso della carta igienica che compro al meraviglioso supermercato dove magari potrò incrociare il tuo carrello col mio, e allora forse tra i nostri occhi appariranno quelle stupefacenti scintille da cartone animato che contribuiranno a renderti cosciente di quello che desideri.

A proposito: a che ti servono i Tampax?

Perché è molto più facile non farlo,

molto più facile non farlo

e quello che ti passa attorno non ti passa mai per la testa.

Vorrei soltanto aiutarti a capire da dove veniamo entrambi, un po’ di autoconsapevolezza non ti guasterebbe anche quando credi di avere davvero le idee chiare sulle nostre reciproche vite. E’ vero, a volte possono sembrarti delle fogne a cielo aperto, ma io incomincerei ad indagare sulla tua rabbia che si incolla a qualsiasi elemento di cui tu credi di non doverti assolutamente paragonare o identificare. Non posso dedicarti troppo tempo, sai, devo ancora imparare a vergognarmi per stare qui a fare della psicologia spicciola, ma una parolina per te val la pena di essere spesa, per esemplificare al meglio quale sia la tua saggezza, visto che credo di essere in grado di leggerti nell’animo.

Ti sei mai chiesto perché sei così arrabbiato?

Ti piace il dolore, ma solo se non fa troppo male.

Ti siedi e aspetti di ricevere.

C’è un’ovvia attrazione

nella tua vita per la strada più facile.

C’è un’ovvia avversione, la mia costante insistenza

non potrebbe convincerti a provarci stanotte.

La tua etichetta potrebbe benissimo attaccarsi bene al mio maglione, ma come vedi non mi sono messo a tremare di fronte alla tua tenacia, perché sono tanti anni ormai che la gente che ha idee alquanto folgoranti come la tua mi rovescia in faccia la propria disapprovazione, ma nonostante questo ritengo di essere una persona umana come tutti e come tutti cerco di vivere quello che mi ha reso la natura al meglio delle mie possibilità. Vedi che alla fine non riesco proprio a vergognarmi? Ormai posso soltanto comunicarti che tutte le tue parole sanno scivolarmi addosso come questa pioggia autunnale, e che tanto viene sempre il momento in cui mi asciugo e riprendo a camminare a testa alta. Ma posso dire lo stesso per quanto ti riguarda?

Perché dentro di te ti nascondi, perché dentro di te ti vergogni tanto?

Dai, non scappare, qualcosa ancora mi è rimasta da dire.

Perché è molto più facile non farlo,

molto più facile non farlo

e quello che ti passa attorno non ti passa mai per la testa,

a te, a te, a te, a te, a te…

Sono convinto che  sai davvero dove io voglia andare a parare, e non sarò delicato, i petali li lascio agli animi romantici, ma io e te sappiamo di non appartenere a quel genere di persone … Ti sei già eccitato al nostro  primo incontro?

Non c’è più amore, né denaro, né fremito.

Perché la verità sta proprio nel fatto che in realtà tu mi desideri, perché la verità sta nel fatto che la notte, tra le lenzuola potresti toglierti quella fede e pensare a me, perché la verità è che vuoi che le mie braccia ti stringano forte, perché in realtà è il mio pene quello che desideri tra le tue cosce, perché la verità sta nel fatto che le tue labbra sono assetate del mio corpo e non vedono l’ora di risucchiarne il sapore, perché la verità è che quello che piace a me è lo stesso che piace a te e ti vergogni per questo.

C’è un bambino piccolo, apprensivo, nudo e tremante

con la testa tra le mani.

Non puoi continuare a sfuggirgli per molto tempo, perché la tua verità continuerà ad assalirti e a non darti pace fino a quando non accetterai quello che sei .. il tuo fiato ormai è corto, potrebbe succederti proprio adesso.

C’è una bambina piccola, sottovalutata e impaziente

con una mano alzata.

Non ti senti un po’ sporco? E ti assicuro che non ti basterebbero tutte le acque del mondo per scrostarti di dosso la sensazione che quello che giudichi alla fine è soltanto te stesso e che forse in fondo sei semplicemente stato troppo duro verso quello che sei.

Ma è molto più facile non farlo,

molto più facile non farlo

e quello che ti passa attorno non ti passa mai per la testa,

a te, a te,

alzati, alzati, alzati, levati di lì.

Alzati, alzati, alzati, levati di lì.

Vai via, vai fuori di qui, ne ho già abbastanza.

Alzati, alzati, alzati, levati di lì.

Posso soltanto augurarti che quel tuo futuro non troppo lontano accada quando saranno in pochi ad essere così ben pensanti come lo sei stato tu, perché la storia nel suo evolversi ha già richiesto a molti di noi sangue e lacrime per poter solo camminare a testa alta. Penso di aver sprecato abbastanza il mio tempo, anche se generosamente nei tuoi confronti, perché alla fine sei riuscito ad ottenere l’attenzione che ricercavi, e forse è ora che spenga i riflettori su di te e su quello che sei.

Non hai ancora capito che cosa?

Scendi dal palco, e vattene, lo show è finito.

So che ti è piaciuto, continua a scorrere la tua mano, respiro dopo respiro, ansimante, questa notte nei tuoi sogni nuovamente scoperò con te.

Non ti sei reso conto di essere un represso?

Svegliati!

ON AIR: ALANIS MORISETTE “WAKE UP”

Zorba

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1 Commento

Pubblicato da su 26 gennaio 2012 in Blog, Vita

 

Tag: , , , ,

Una risposta a “Vecchie Notizie – Pensieri Sparsi. Wake UP. [2008]

  1. icittadiniprimaditutto

    27 gennaio 2012 at 08:01

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

     

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