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La mia biblioteca in pillole – Tra Fanfiction, slash e yaoi (14)

08 Gen

Per chi non lo sapesse (e di questi tempi non si può mai sapere) esistono dei sub generi che trattano l’argomento omosessuale ma che non vanno assolutamente incardinati nella cultura di genere in quanto si tratta di opere strutturate e costruite da giovani donne e destinate al pubblico femminile. Il caso più lampante è lo yaoi, ma troviamo esempi anche nel mondo dei fanwriter con il genere slash. Chi volesse approfondire può farlo a questi link di wikipedia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Yaoi

http://it.wikipedia.org/wiki/Fanfiction

http://it.wikipedia.org/wiki/Slash_fiction

Se dovessi dare esempi di libri recentemente letti che in un mondo o nell’altro sono correlati a questi generi, certamente citerei i seguenti:

Sinapsys di Lucia Piera de Paola: nasce con l’intento di raccontare in maniera canonica (rispondente ai canoni previsti imposti dal genere yaoi) la storia d’amore tra il giovane Dee e il maturo Masa, che si ritrovano in mezzo a una danza, a tratti eccitante e voluttuosa, nella quale gestiscono la loro vita amorosa. Lo stile è consapevole, e ben gestito, a fronte di una storia che potrebbe dare il via a diversi spiragli interpretativi. Masa domina, Dee invece subisce consapevolmente i giochi erotici e gli spunti che ne derivano, ma di fatto, nel corso della storia, sarà Dee a trovare il bando della matassa afferente la realtà fittizia che i due vivono fino all’epilogo finale, un po’ amaro ma comunque denso di speranze. Dee deve riparare ai suoi errori, sperando che ciò non porti alla conclusione della storia d’amore con l’unico uomo che riconosce come la sua anima gemella. L’erotismo imperante, per quanto a tratti romantico, alle volte sfugge dalle mani del lettore per seguire un suo peculiare filo narrativo.

Automatismo Meccanico di D. Barisone e M. Davoli: Libro che intende raccontare l’attrazione tra un robot (Billie) dotato di un’anima capace di amare e il suo padrone (Lord Pritch) che invece vive con tranquillità, ma anche parecchia riservatezza, la sua omosessualità. In poche pagine di ambientazione Steampunk ( riferimento: http://it.wikipedia.org/wiki/Steampunk ), che si terminano in poco tempo, viene sviscerata l’attrazione tra i due e l’amore che si sviluppa al seguito di rinunce, dubbi e ripensamenti, fino a una conclusione, forse troppo frettolosa, che rende comunque merito al sentimento esternato. Quello che maggiormente manca al testo è però l’aspetto di contorno sia introspettivo dei personaggi che della società appena accennata nel testo: i due vivono la relazione, nota a pochissimi amici e forse ai domestici della casa, ma di fatto non si fa menzione al tortuoso percorso di accettazione del sé e delle proprie pulsioni, e al conseguente atteggiamento all’esterno delle quattro mura della camera dove si consuma l’amore tra i due. Tutto è completamente catalizzato solo sull’aspetto della relazione e dell’erotismo romanzato, facendo così accostare l’intera storia più similare a una fanfiction di tipo slash più che a un romanzo della cultura queer.

La luna oscura del Neckar di S. Azzaroli: altra attrazione fisica e sentimentale, stavolta di ambientazione fantastico/medievale, tra il principe Ludvig e il suo carceriere, il re Ernst. Nonostante la situazione ai limiti del vivibile, in cui il prigioniero subirà torture da parte del carceriere, alla fine tra i due sboccerà la scintilla che rischia non solo di compromettere le alleanze del continente, ma anche di travolgere i due nemici affrontando così un dilemma annoso ( e nemmeno tanto nuovo nella letteratura): può l’amore sconfiggere ogni cosa, compresi gli interessi di guerra? A me personalmente, che sono arrivato a questo romanzo leggendo una recensione positiva su un sito omosessuale, ha deluso parecchio: anche in questo caso l’elemento introspettivo non viene sufficientemente affrontato, per lasciar spazio alle maggiori intense evoluzioni sentimentali dei due protagonisti.

In ogni caso (e a ogni buon conto) nonostante non siano dei testi che possano essere contemplati nella cultura queer (il primo lo specifica in maniera chiara, volendosi invece accostare al genere nipponico yaoi) mi è utile riportarne una piccola recensione proprio per il fatto che i non addetti ai lavori, di recente in più occasioni, hanno, temo, confuso il marchio LGTB come qualcosa che, in realtà, non fa parte della letteratura a tematica LGTB né tantomeno è espressione del mondo omosessuale. Sempre che qualcuno non riesca a dimostrare il contrario.

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1 Commento

Pubblicato da su 8 gennaio 2012 in Letteratura, Recensioni

 

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Una risposta a “La mia biblioteca in pillole – Tra Fanfiction, slash e yaoi (14)

  1. icittadiniprimaditutto

    9 gennaio 2012 at 09:11

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

     

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