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La mia biblioteca in Pillole (13)

18 Dic

Gilberto Severini: A cosa servono gli amori infelici.

Il Libro si costruisce in termini epistolari, dove la voce narrante (protagonista) attraverso le sue lettere nostalgiche inganna il tempo dell’attesa ospedaliera ricordando gli episodi salienti della sua vita passata, seppur focalizzando l’attenzione sulle relazioni umane che ha instaurato nel tempo. A partire dal prete che si è invaghito di lui nella giovinezza (e da cui è fuggito pur sentendosene attratto, fino a giungere al misterioso personaggio a cui si sente legato, ma la cui identità non emerge con chiarezza, quasi stesse in realtà scrivendo con sé stesso, il libro affronta un pezzo di storia dalla personalissima visione di Severini. Ho trovato il testo molto tenue, a tratti fosco, con un gusto particolare, tanto cari ai vecchi autori di narrativa LGTB, di svelare, far intendere il contenuto delle proprie passioni senza esternarle mai. Lascia dentro, a me personalmente, un bagaglio di cose non dette, che da un lato mi risulta anacronistico ma dall’altro indubbiamente scivola dentro il lettore che, se acuto, coglie la normalità delle passioni diverse e la lotta intestina per accettarle.

Questo testo è stato selezionato come finalista al Premio Strega, lo consiglio a chi non vuole leggere con chiarezza la storia di un omosessuale ma invece vuole conoscere che tipo di riflessione scaturisce dalle vicende personali e sociali dell’Italia contemporanea.

Michael Cunnigham: Al limite della notte.

Indubbiamente mi ha deluso. Questo è un dato di fatto.

Peter, quarantenne, è sposato con Rebecca, la loro relazione è collaudata e resiste nel tempo. Hanno tutto: lavoro, benessere, denari. Eppure basta che nella loro vita piombi Ethan, il fratello di lei, per permettere a Peter di entrare in crisi, facendogli riconoscere la mancanza di una tensione emotiva e di una soddisfazione più sottile. Peter proverà nei confronti del fragile e ribelle cognato un’attrazione   molto forte, sessuale, mentale, fisica che lo porterà a rimettere in discussione ogni cosa. Ma alla fine… tutto rimarrà sospeso nel limbo dei sé e dei ma. La storia secondo me non si compie: Peter non andrà aldilà di quello che sente rinunciando a cambiare quello che ha costruito.

Mi aspettavo di più, devo ammetterlo, non che io ricerchi nei libri lo sfogo erotico o sentimentale, ma alla fine, quello che ho desunto dalla lettura, non è altro che il ritmo di una quadriga circolare dove i tre personaggi danzano senza toccarsi mai veramente.

Non cambia nulla, non si realizza il nodo centrale dove Peter e Ethan realmente, senza ammiccamenti, diano seguito alla passione che sembrano provare vicendevolmente.

Abdellah Taia: L’esercito della salvezza.

In un cammino di ricordi intensi e vibranti il protagonista, in 122 pagine ricorda la nascita della sua passione omosessuale, creatasi per l’attrazione dolorosa nei confronti del fratello maggiore de quale, come un’ombra, segue ogni passo. Il suo desiderio si incastona con la rigidità a tratti pericolosamente rigida e in altri quasi favorevole ai sentimenti tra uomini purché non assumano il significato esterno che ricoprono, della società marocchina a cui appartiene. Il protagonista, di relazione in relazione, finirà in svizzera ospite dell’esercito della salvezza, dove conoscerà il dolore dei bassifondi come la voglia di rivalsa dei suoi personaggi.

Per quanto frutto di una grafica non proprio accattivante, propria delle edizioni ISBN, il libro è coinvolgente, sentimentale, bello da leggere insomma, nonostante tutte le riserve iniziali per via della similitudine, nelle vicende raccontate, con i libri ingenui e genuini di un’altro autore marocchino, Rachid O.

Paolo Pedote: Alcuni elementi critici sul funzionamento dei formicai.

Sofferente per la perdita dell’uomo che amava e da cui viene abbandonato, il professore universitario Giorgio, tramite la sua amica Rebecca, scopre che il giovane Gaetano si trova in carcere.

Nonostante abbia cercato di dimenticarlo, Giorgio ripercorre la sua breve relazione con il ragazzo, affrontando l’incubo di una breve ma passionale e intensa relazione in cui i ruoli, aldilà di tutto si compensano: il più maturo Giorgio rivive l’ebrezza della gioventù e della passione che con il suo uomo storico era andata scemandosi, il giovane Gaetano invece ritrova nell’adulto non solo l’amante, ma anche il genitore che non ha mai avuto e di cui ha bisogno per affrancarsi da un destino, quello delinquenziale, che già gli appare tracciato.

Sì. Nonostante sia stato scritto diversi anni fa, il libro è attualissimo, coinvolgente ma soprattutto convincente in tutto il suo avvicendarsi. Non è reperibile con facilità, ma mi sento di consigliarlo ugualmente.

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Pubblicato da su 18 dicembre 2011 in Letteratura, Recensioni

 

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