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Il fuoco nell’anima di Gianpiero Possieri [RECENSIONE]

04 Nov

Una premessa a questo mio feedback è d’obbligo:

Non sono un amante del genere giallo o thriller, solitamente mi scanso appena ne vedo/leggo uno. Il fatto che sia riuscito a portarmi sino alla fine della lettura, beh, questo è già un gran merito dell’autore.

TRAMA:

In un ventennio (1988-2008) si svolgono le vicende dei due protagonisti: Carlo, un brillante ragazzo con il pallino della criminologia e Manuel, un ambizioso giovane attratto dal giornalismo. Nel corso di 20 anni le loro vite si incrociano, si intersecano e si separano a causa delle vicende personali e dei punti di rottura che appaiono irrisolvibili. I due in gioventù aiuteranno la polizia locale, dove lavora il fratello di Manuel, a risolvere un misterioso evento accaduto nella loro scuola, accadimento che si ripete poi nel decennio successivo attraendo entrambi in  una spirale investigativa dall’epilogo tragico soprattutto per Carlo. I due, ormai uomini, si incontreranno nel 2008 e, andando aldilà dei pregressi dissapori e reciproche accuse, porranno fine alle vicende che hanno decretato lo sconvolgimento delle loro vite, in un finale non esente da colpi di scena.

CONTENUTI:

Il primo ragionamento che mi è sorto alla fine della lettura riguardava proprio il senso che ne ho tratto aldilà della storia: mi è sembrato di leggere un libro dove fosse importante comunicare che la vita cambia le persone, e che i sogni, per tutta una serie di eventi, possono non concretizzarsi come noi ci aspettiamo. La gestione dei rapporti interpersonali, le amicizie che deludono rispetto agli antagonismi creati pur di raggiungere la fama sono ulteriori aspetti che mi hanno particolarmente colpito, e soprattutto sono piuttosto attuali, a prescindere che sia stato Manuel a fare lo sgarro a Carlo piuttosto che a subirlo sia stato Michele da parte del padre. Sì, ho avuto dei spunti interessanti su cui riflettere in maniera approfondita, e devo dire che l’apertura è tale da consentire diverse interpretazioni.

STILE E FORMA:

Nulla da eccepire al riguardo, mi è sembrata adeguata e funzionale al tipo di storia, nonostante qualche piccola caduta di stile che esplicherò dopo. Certo, ci sono dei passaggi piuttosto approfonditi di riflessione da parte dei protagonisti che un po’ oscurano le azioni, ma non mi hanno pregiudicato il godimento della lettura.

Un aspetto di merito è sicuramente la gestione su tre piani narrativi – temporali che si intersecano tra loro, nonostante sia difficoltoso a livello di lettura, devo dire che l’autore ha avuto la capacità di regia tale che nulla è rimasto irrisolto ma che soprattutto nulla andava dimenticato rispetto ai capitoli precedenti, non c’è stato bisogno per me, nemmeno una volta di tornare indietro a ripescare il precedente paragrafo dello stesso periodo.

Non è facile scrivere con questa modalità e nel contempo risultare comprensibile ai terzi (lettori).

PERSONAGGI:

Carlo è ben delineato, coerente nella sua crescita e nel suo sviluppo durante la storia, ha subito attratto le mie simpatie. Manuel invece non mi è piaciuto, a pelle l’ho vissuto in maniera negativa. Una terza persona che emerge dal libro è di certo Chiara, che si è ricavata un ruolo non facile (da dolce e audace ragazza a moglie affettuosa ma nel contempo forte, rigida) e questa variazione mi ha stupito non poco. Gli altri personaggi sono di contorno, ci sarebbe anche Samuel ma a mio avviso ha avuto troppo poco spazio, mentre Michele emerge solo nelle battute finali in tutta la sua controversia interiore e vendicativa.

PUNTI DI FORZA E RISORSE:

Ovviamente tutto il resto. Bella la storia, non scontata e soprattutto ha il ritmo giusto, senza disperdersi o calare di tono in tutta la narrazione. Fa riflettere.

Da estimatore della cultura LGTB ho sorriso per il riferimento (l’unico) omoaffettivo: la famigerata foto in cui Manuel ritrae, oltre ai due uomini/amanti oggetto delle sue investigazioni, il famigerato Michele. L’ho trovato delicato, soprattutto per il non esprimere giudizi di merito o comunque di valore da parte di Carlo e Manuel, nonostante ci sarebbe pure stato essendo due eterosessuali. Ciò però mi ha fatto venire un’idea: e se Manuel si fosse innamorato di Carlo nel corso della storia?

In sintesi confermo quanto detto all’inizio, il libro vale la pena di leggerlo, è una buona storia e a mio avviso è ben curato nei dettagli. Lettura che ritengo sia da consigliare.

I miei complimenti all’autore.

per chi volesse conoscere Gianpiero Possieri, questo è il suo blog

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Pubblicato da su 4 novembre 2011 in Letteratura, Recensioni

 

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