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La mia Biblioteca in pillole (12)

17 Set

I MALI DEL NOSTRO TEMPO: Siti, nelle sue 425 pagine del libro “Troppi Paradisi” affronta a mio parere con diretta coscienza e critica i mali del nostro tempo. E tutto viene dal quel mondo ovattato, a volte edulcorato, dei retroscena televesivi di cui il protagonista è fan e curioso.

Ma questo alla fine è solo il contesto. Il  libro parla di Walter, un docente di circa 63 anni che vive una relazione pluriennale con Sergio, più giovane di lui e da lui trattato come un figlio, il quale lavora come autore per la televisione. La loro relazione ha valicato i confini del tempo, in essa, stante quanto detto, non c’è più amore ma abitudine, reciproco rispetto e affetto. Walter è il mentore, Sergio il figlio devoto. Tutto questo porterà l’autore/protagonista a trovare al di fuori della coppia convenzionale una parte di sé stesso che non riceve più da Sergio, dedicandosi ad amare escort muscolosi e bellissimi di cui puntualmente si invaghisce ma che poi perde. Finchè nella sua vita non entra Marcello, il culturista “coatto” e statuario, quasi giunonico, per il quale perderà definitivamente la testa, il proprio denaro e il proprio orgoglio.

In  una finta/reale autobiografia dove i personaggi si corrispondono alla vita reale rispecchiandosi, l’autore svela ciò che si cela dietro il velo ingannevole dell’etere, mantenendosene tuttavia, da studioso, equidistante per lasciarne trarre al lettore le proprie personali opinioni, e nel contempo analizza i rapporti di coppia, che, quando diventano “stanchi”, sebbene non si voglia intenzionalmente, cercano altre strade, passionali, cerebrali e affettive, proprio per mantenersi in piedi.

 WALTER SITI – TROPPI PARADISI

AMORE TRA MADRI E FIGLI: Julie Ann Peters si immedesima nell’innocenza e nella consapevolezza di Nicholas Nathaniel Thomas Tyler, un ragazzino che vive la drammaticità della separazione dei genitori. Ma non solo, i suoi non sono dei genitori comuni… si tratta di Erin, la madre biologica, e di Jo, la sua compagna. Il piccolo racconta quanto è stato difficile avere due madri, ma non in termini di carenze affettive, ma bensì per il fatto che, a causa della sua peculiare situazione, ha vissuto la discriminazione a scuola, tra le insegnanti, i compagni e i loro genitori, lasciandogli delle ferite che hanno faticato, nel corso del tempo, a rimarginarsi.

Ma ben più grande per lui diventerà lo shock della perdita di una delle due, quando la vita sentimentale degli adulti si mette in mezzo al suo quadretto perfetto di cosa sia famiglia: un luogo dove si sente amato. E tra le pagine inizierà per Nick una battaglia senza eguali, per poter amare Erin come madre, ma non perdere nemmeno Jo, la sua mamma non biologica, al quale lui si sente più legato e simile.

Non voglio svelare il finale… perché credo che ognuno debba trarne le conseguenti riflessioni da solo.

 JULIE ANNE PETERS – “TRA MAMMA E JO”

INCONTRI FORTUITI: Il Poeta Luca e l’Albergatore Gabriele in apparenza sembrano due persone diverse: l’uno è l’artista incallito, omosessuale convinto che trae ispirazione per le sue asserzioni dal mondo esterno, l’altro è un giovane uomo insospettabile, sposato e già col destino tracciato, che vaga inquieto alla ricerca della sua dimensione reale. Eppure il destino li fa incontrare, giocando con loro, mettendo a repentaglio le loro vite preconfezionate e scontate in nome di una passione fisica e mentale da cui entrambi traggono beneficio e non possono prescindere.

Come potranno i due uomini scendere a patti con le loro vite senza rinunciare a quello che l’amore ha loro dato, tra intrighi, ripensamenti e gelosie?

Gregorini traccia un ritratto sfuggente ma calzante dell’imprevedibile, portando, non senza tragicità, i due personaggi a fare bi conti con la vita, e il mondo là fuori.

 MAURIZIO GREGORINI – “NEVE E SANGUE”.


COSE TURCHE: Non avevo letto mai prima nulla di Carlotto.

Eppure, una volta finito “Cristiani di Allah” me ne sono pentito, perché questo libro mi ha piacevolmente trascinato dentro una storia, ricca di fascino, di amore, di avventura e di colore. Othmane e Redouane sono due rinnegati lanzichenecchi fattisi turchi e corsari di Algeri per sfuggire alle maldicenze della loro condizione omosessuale e alle punizioni della chiesa cattolica.

Si convertono all’Islam, dove invero la loro unione, ufficializzata, non comporta alcun rischio né per la società né per la loro incolumità. Anzi, tra corsari, soldati turchi, algerini e musulmani, quelli che vengono esposti sono anni di grandi libertà sessuale, dove gli uomini, che possono arrivare a possedere diverse schiave, sotto effetto dell’alcool e dell’attrazione si abbandonano in giochi amorosi tra loro. I due rinnegati sono qualcosa di più: sono sposati, e tra loro abbonda amore, pentimento e tradimento, ma è soprattutto la tenerezza tra i due condottieri, i due uomini duri della storia, che corrompe il cuore e stupisce il lettore.

Tra battaglie, intrighi, omicidi, i loro sentimenti fungono da filo conduttore a tutto il romanzo, tingendosi di compassione, amore, rimpianto e vendetta.

Questo libro mi ha rapito, facendomi riflettere e soppesare tante cose, che seppur a distanza di secoli, nella quotidianità di una coppia rimangono sempre attuali.

 MASSIMO CARLOTTO “CRISTIANI DI ALLAH”.

UNA STORIA ALL’ANTICA: John e Doug si conoscono per la prima volta all’età di 13 anni. Sono compagni di scuola, poi di liceo. A tutti potrebbe risultare strano che i due, appartenenti a due ceti sociali differenti, possano essere diventati amici, in un legame così indissolubile.

Cosa si nasconde dietro a tutto questo attaccamento? Qual’è la conclusione tragica di questa storia che nel tempo si perde per acquistare nuovi volumi di consapevolezza da parte dei protagonisti?

Dopo molti anni sarà l’anziana Ethel, ex fidanzata di John, a svelarne l’intreccio, raccontando al benzinaio Tom tutto ciò che era a quei tempi realmente accaduto e che in parte era sempre stato taciuto da allora.

Con uno stile certamente di altri tempi, un po’ simile nel suo avvicendarsi a Jane Austen coi suoi pregiudizi e sentimenti, Jourdan rende giustizia a una storia d’amore che si perde nei troppi rivoli di pensiero di due adolescenti che non hanno dimestichezza con il sentire attrazione per lo stesso sesso.

La narrazione si perde e si ritrova nei vari stadi di attaccamento e di perdita, di orgoglio e di raziocinio, classici in un adolescente che non sa come spiegarsi perché certe cose accadono senza comprendere, col senno di poi, che accadono sì… e basta.

ERIC JOURDAN “PER SEMPRE”.

UNA BELLA VICENDA: L’amore può davvero sconfiggere ogni cosa? Può andare oltre a tutto e cibarsi di sé stesso?

Questa storia mi ha lasciato davvero tanti dubbi dentro, ma non posso negare che mi ha conquistato. Essa racconta di Ford e Dan, due conviventi che giorno dopo giorno imparano l’uno dall’altro che i difetti esistono e che i sentimenti, quando ci sono, sono in grado di oltrepassarli.

Uno è un medico di ricche origini, l’altro è un impiegato dello stesso ospedale con un infanzia oscura e difficile. Ma si amano, alla follia, e non importa quali che siano le difficoltà che ostacolano il loro rapporto, nemmeno la malattia di Dan, la sua testardaggine o il suo essere sieropositivo.

Ford con tutte le sue forze, ogni santo giorno, cerca di vincere contro tutto… e di correre più veloce della malattia. Ma l’amore in sé, già provato da tutte le difficoltà quotidiane, può combattere anche contro la propria famiglia che non accetta che un suo membro sia un “diverso”? A partire proprio dalla conoscenza dei parenti di Dan e dalla negazione di quelli di Ford ha inizio questa storia, che mi ha legato doppiamente alle sue pagine, lasciandomi beatificato e nel contempo crocifisso fino alla fine. È una lettura che consiglio vivamente.

JIM GRIMSLEY “GIOIA E CONFORTO”. 

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Pubblicato da su 17 settembre 2011 in Letteratura, Recensioni

 

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