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Se io dico Helen Humphreys

07 Ago

L’amore è come quei cani selvaggi. Se ti salta addosso, non molla la presa. E quello che non puoi mai sapere all’inizio è con quale intensità e quanto a lungo amerai; in quali modi un amore finito ti darà la caccia, un salto dopo l’altro come fuoco misterioso che ti scorre nelle vene. I cani selvaggi esistono davvero. Sono lì fuori, oltre la sicurezza delle strade e delle case, oltre le luci della città. E uno di quei cani è il mio”

 

Ho scoperto Helen Humphreys da quando la casa editrice Playground, a partire dal 2007, ha iniziato a pubblicare i suoi libri in italiano. E’ stato amore a prima vista.

La delicatezza con cui l’autrice descrive le situazioni, ne sviscera l’emozione, è una dote che mi ha coinvolto in ogni lettura. Attualmente io conosco tre libri, tutti editi dalla stessa casa editrice.

Conventry: Harriet, una donna relativamente giovane, ma soprattutto vedova troppo presto, vive in Inghilterra. Nella notte del 14 Novembre 1940 assiste impotente all’incendio provocato dai tedeschi con i raid aerei della sua cittadina, Conventry. Il libro affronta, attraverso gli occhi della protagonista, la disperazione, la fuga e l’orrore di quella notte, dove tutti si ritrovano a diventare da sconosciuti a un gruppo eterogeneo accomunato dallo stesso destino. Harriet aiuterà il giovane Jeremy a salvare la popolazione, per poi incontrare nuovamente, dopo tanti anni, Maeve, la madre di lui, con la quale vivrà le ultime ore di attesa prima di sapere il destino di Jeremy in una notte come quella. La prosa è vivida e densa di emozioni, l’autrice, con la sua penna, ha delineato dei personaggi similari e intensi, per quanto poi, fino alla fine, i nodi passionali tra le due donne non verranno mai sciolti.

 

Cani selvaggi: Helen Humphreys in 167 pagine ci racconta la storia di sei padroni che cercano disperatamente di richiamare i propri cani, unitisi a in un branco selvaggio, a quella vita fatta di comodità, di agiatezza e di controllo, che con la loro sparizione si è infranta. Ognuno dei sei ha perso qualcosa, ma non è soltanto il proprio cane, ma un pezzo della propria vita, come se un piccolo meccanismo si fosse inceppato, e si ritrovano tutti e sei a dover fare i conti con lo scatafascio delle loro esistenze stravolte. Tra loro  nascono amori, come per Alice e la donna dei lupi, nascono amicizie, dissapori, struggimenti, piccoli segreti …

Alice, Jamie, Walter, Rachel, Lily e Malcom costituiscono inizialmente un piccolo sodalizio, che occupa le loro esistenze vuote, dopo la fuga del proprio animale. Ma tutto, in una dimensione temporale sospesa, magistralmente evocata dalla scrittura dell’autrice, si snoda, si scioglie verso un epilogo inaspettato. Alice, la protagonista, conosce l’amore lesbico, se ne fa rapire, ma poi .. si lascia andare.

Questo libro mi ha regalato emozioni intense, che mai mi sarei aspettato di leggere. Descrive il senso di perdita e l’amore incondizionato con una forza verace, che trascina chi legge per cascate di emozione. Non posso smettere di leggere, non posso smettere di riprenderlo in mano.

La mia mente con esso ha vagato lontano.

Il Giardino Perduto: Gwen non ha mai conosciuto davvero l’amore. Durante la seconda guerra mondiale si ritrova a coordinare il lavori di una fattoria delle Land Girl, un gruppo di donne che gestiscono e coltivano la terra e le magioni, per consentire alla loro patria di non rimanere senza generi di primaria importanza durante la guerra. Una di queste, l’anticonformista Jane, farà in modo di aprire a Gwen gli occhi sulla sua realtà. Accanto al loro territorio, una vecchia villa padronale, quasi un castello, sono stanziati anche dei commilitoni in attesa di essere richiamati in guerra, guidati dal capitano Raley, un giovane bello, risoluto tanto quanto misterioso che provocherà in Gwen un impensabile attrazione. L’uomo confessa di aver perduto l’amore, ma ormai quando Gwen arriva a patti con sé stessa ammettendo di amarlo. Il capitano sarà infatti l’unico a scoprire il segreto della donna, ogni giorno infatti lei si occupa di un antico giardino, ormai in disuso, tentando di scoprire quale fosse la dedica insita nelle sue tre parti. Un amore segreto? Una separazione? Un dolore?

Gwen scoprirà la verità soltanto attraverso un’interrogazione a sé stessa e a quello che nella vita ha sempre rinunciato, per poi decidere di concedersi all’unico uomo per la quale ha sentito davvero qualcosa. Raley alla fine dovrà confessare che il suo amore perduto era il suo compagno Peter, arruolato con lui. Un libro delicato, ma anche molto intenso, che trascina il lettore dalla prima all’ultima pagina.

 Non penso più che la mia vita riguardi ciò che mi è successo. Riguarda ciò che ho scelto di credere. Non è quello che vedo, ma quello che penso che sia là fuori. E alla fine, ecco quello in cui credo.

Il cuore è una creatura selvaggia e in fuga.

Il cuore è un cane che torna a casa.”

H.Humphreys – Cani Selvaggi

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Pubblicato da su 7 agosto 2011 in Letteratura, Recensioni

 

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