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La mia biblioteca in Pillole – PRIGIONIE (10)

02 Giu

Prigionieri di Guerra: Quello che Tatamkhulu Afrika vuole raccontare è la sua esperienza nei campi di prigionia per militari, durante la seconda guerra mondiale. Tra quelle mura invisibili, fatte di sbarre e tracciati di confino, Danny e Tom consumano il loro amore non corrisposto e contrastato da gelosie, parodie e armi dei carcerieri. Arrivano a sentirsi attratti l’uno dall’altro, con enormi paure, ma soprattutto con un gran sentimento di riservatezza, che li porta a compiere, in ogni pagina, atti e intenti che alimentano e basta quel circolo vizioso di non vivere, quasi metaforicamente rappresentante lo status dell’animo reso prigioniero, ancorato, recluso. Ogni volta raggiungono il quid, e ogni volta devono rinunciarvi perdendo così una parte di loro stessi.

Perché soltanto da liberi potranno sognare infine di poter vivere un amore vero, prima di farsi fagocitare dalla loro vita sociale, vita ritrovata, che è destinata a frapporsi ai loro sogni.

Lo stile ampolloso ma contestualmente scarno dell’artista dipingono un quadro che racconta tra le righe più di quanto forse si vuole vedere, rendendo l’idea su quanto a volte le situazioni sono a renderci quello che siamo, sebbene da questo tutti vorrebbero sfuggire.

 

TATAMKHULU AFRIKA “PARADISO AMARO”.

 

Cronache di Monastero: Mi sono soffermato spesso a pensare che cosa fosse una vocazione, e mai sono riuscito a comprendere il percorso mistico che fa arrivare certe consapevolezze. Eppure i preti, i frati, sono tutti uomini. O così pare che nascono. Monicelli un po’ indaga su questi aspetti col suo libro. La storia racconta le vicissitudini di un monastero dove un novizio, Andrea, che quasi vi entra per sfuggire alle pulsioni e agli stimoli della vita là fuori. Eppure lì incontra e vive nel suo intimo dei fascini inspiegabili, che gli portano un enorme turbamento interiore, incrinando le sue convinzioni intime di comunione con Dio. Nel noviziato stringe una sincera amicizia col fratel Zanna, l’anticonformista del caso, che col suo pensare lo porta ad acquisire tutti quegli orientamenti che sfociano nelle cieche convinzioni della vita monastica, rendendolo la sua antitesi, lì ama profondamente fratel Lodovici, il fragile campagnolo con una ferrea fede che lo porta via da ogni pulsione terrena … Andrea si forma, come uomo e come prete, con i suoi dilemmi interiori e le negazioni del suo essere. Uscito nel 1960 sotto il titolo di “Il Gesuita Perfetto”, il libro delicatamente spiega la precaria relazione che si instaura tra uomo e fede, costellato di repentini obblighi e rinunce a pensare con la propria testa per accettare le regole, le imposizioni clericali e i dogmi. Perché forse anche il lavaggio del cervello operato in quegli ambiti rende l’uomo prigioniero.

 

FURIO MONICELLI “LACRIME IMPURE”.

 

L’abbandono feroce: Può l’amore diventare prigionia? Fino a quanto scegliamo di farci rendere vittime da nostri stessi sentimenti? La storia di Luca è una di quelle storie che toccano il cuore nel profondo e lo fanno vibrare. Luca ha amato, si è illuso, ne ha sofferto … e la sua croce è divenuta la sua prigione. Di punto in bianco viene lasciato, e non riesce a capacitarsene, e fatica a riemergerne, perché quell’odiato fantasma del dolore si rifiuta di abbandonarlo. Aleggia per sempre attorno a lui. Inizia per lui un percorso, di appena 137 pagine. La proverbiale capacità di Cotroneo di restituire il dolore e la disperazione mi ha tenuto incollato alle sue pagine di cronaca amara e infelice. Perché è possibile amare qualcun altro così tanto da annullare se stessi e la propria vita? L’amore è un sentimento umano, di patrimonio collettivo, che va curato, come un giardino fiorito e, purtroppo, a volte, quando è scomodo solo per quello che è l’oggetto dei tuoi desideri, segreto. Ma esso sfiorisce, come tutte le cose che per sempre non esistono, basta la morte, l’incomprensione.. e, come nel caso di Luca, il semplice abbandono del partner. Non mi dilungo oltre su questo libro, che ritengo essere di gran lunga uno dei migliori che ho letto in questi tempi oscuri.

 

IVAN COTRONEO “CRONACA DI UN DISAMORE”.

 

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Pubblicato da su 2 giugno 2011 in Blog, Letteratura

 

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