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Se io dico Matteo B. Bianchi

16 Mag

Matteo B. Bianchi, da dove iniziare?

Devo dire che mi sono approcciato a lui anni fa con una notevole dose di diffidenza, non saprei nemmeno io spiegarne il perché, però sapete come succede? Si iniziano a sfogliare pagine, alcune piacciono, altre un po’ meno, sta di fatto che pian piano senza quasi accorgercene io e alcuni suoi libri siamo usciti dalla libreria iniziando un lungo percorso di reciproca scoperta.

Ho avuto la fortuna di assistere a una sua presentazione proprio qua a Cagliari qualche mese fa e devo dire che, nonostante la mia lettura dei suoi scritti si sia evoluta frammentariamente nel tempo, sono rimasto piacevolmente colpito da un uomo semplice, lui, che con una certa dialettica ha saputo raccontare una storia (uno dei suoi ultimi libri) ponendo però nel contempo tutti gli ascoltatori a proprio agio, col solo raccontare/raccontarsi in maniera chiara e coinvolgente.

Per chi volesse fermarsi un attimo e saperne di più, premendo qui troverete il suo Blog.

Chi ancora invece volesse conoscere qualche sua opera, mi piacerebbe raccontarne due, quelle che nel bene o nel male mi hanno maggiormente coinvolto. Le trovate … proprio qua sotto!

 

ESPERIMENTI DI FELICITA’ PROVVISORIA:

Mi ricordo perfettamente quando ho iniziato a leggerlo, ero in viaggio per lavoro e me lo sono ritrovato tra le mani in momenti in cui non reggevo più di tanto la noia di quei giorni. Il libro tratta la storia di quattro giovani vite che inconsapevolmente si incrociano portando a tutti loro dei risvolti insperati e soprattutto inattesi. Mao, Valentina, Elvis e Marco decidono, loro malgrado di vivere delle esperienze nuove, ma soprattutto di vivere. Punto. Di accettare quel che accade loro, dirsi un tanto agognato “Perché no?”.

Il risultato sarà una trama densa, ma nel contempo sottile, inaspettata e soprattutto originale.

Devo confessare che l’effetto positivo nei confronti di questa storia non è stato immediato, mi è entrata dentro pian piano, mi ha aiutato a mettere in discussione un giudizio affrettato che già nella testa si era formato dopo qualche capitolo. Non so se l’autore nello scriverla sia stato spinto da una semplice passione per qualcosa da raccontare, o subdolamente volesse passare un unico messaggio, quello che recita “Non importa quel che fai, cerca di essere felice” (è una citazione di qualcuno? Francamente ignoro, mi è venuta così!?), insomma che in realtà volesse dimostrare all’ignaro lettore che anche le cose che siamo per scontato non avvengano, in realtà possono davvero succedere.

Questo è stato quello che ho pensato qualche tempo dopo averlo letto. Ritengo però sia importante che ognuno possa trarne le proprie conclusioni.

 

APOCALISSE A DOMICILIO:

Confesso.

Io non ho questo libro, l’ho regalato ben tre volte (e per fortuna una di queste copie rimane comunque a casa mia). L’ho fatto colto da un improvviso entusiasmo quando avevo letto che era in uscita. Ma come al solito mi frego da solo, l’ho regalato e io non ne ho trattenuto una copia per me soltanto.

Mi mette in crisi dare adeguata rappresentazione a questo libro, riuscire a scrivere tutte le idee che mi frullano nella testa dopo averlo letto.

Il primo difetto è che questo libro finisce, per me è stato traumatico, lo giuro, nel momento stesso in cui pensavo che mai sarei riuscito a staccarmene.

L’idea guida è quella di una semplice profezia, fatta da una medium “per caso” al fratello del protagonista. Entro due mesi lui morirà.

Non è una questione di scaramanzia o di essere facilmente impressionabili, ma cosa fareste voi al suo posto se veniste a sapere che la vostra vita potrebbe finire?

Il protagonista fa una scelta ben precisa, quella di ripercorrere il suo passato e di reinvestirlo nel presente, solo per cercare di rivivere quel che ha perso e che vorrebbe in qualche modo salutare.

Inutile esprimere giudizi in questo caso.

È un libro che nasce, cresce e coinvolge. Un libro che per stile, argomento e dinamiche ricreate presenta al lettore una sola scelta: amarlo o giudicarlo male.

Inutile dire che io l’ho amato.

Spero di non aver annoiato nessuno con questo topic, ma ci tenevo un po’ a scriverlo, soprattutto perché diciamocelo, l’autore in questione è uno di quelli che nel tempo ( e con un pizzico di gelosia) ho imparato ad apprezzare davvero.

 

Di Matteo B. Bianchi ho letto anche: “Generation of love”- “Fermati tanto così” – “Tu Cher dalle stelle”.

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Pubblicato da su 16 maggio 2011 in Letteratura, Recensioni

 

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