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La mia Biblioteca in Pillole – Questa è ITALIA? (8)

30 Apr

IL PREZZO DEL LAVORO/IL PREZZO DELLA VITA

Una delle prime cose che mi viene da pensare quando sento parlare dell’ennesima morte sul lavoro è sempre un sospirato “Un’altra?”

Avvenimenti di questo tipo stupiscono sempre gli ascoltatori, i cittadini, gli anni passano inesorabili eppure il fenomeno non si ferma mai. Tutti rimaniamo basiti e purtroppo sufficientemente in fretta dimentichiamo, sino a quando tragedie del genere non ci colpiscono direttamente. Da un avvenimento simile parte il libro di Meletti “Nel paese dei Moratti”, tre uomini perdono la vita nello stabilimento Saras, in Sardegna, e lui analizza gli eventi diretti di quella tragedia del 2009 e tutti gli avvenimenti correlati, non conosciuti ai cittadini che vedono l’ennesima perdita dinanzi al diritto inalienabile, quello del lavoro. Logiche di marketing, di profitto, di interessi ben più grandi di noi inermi lavoratori. Eppure, a distanza di anni, il tema rimane sempre attuale.

Prescindendo dalla sterile polemica insorta tra autore, blogger e le grandi famiglie toccate dalle pagine di cui parlo, mi premeva soltanto dire che, a prescindere dalle accuse di veridicità o infamia, il libro si fa leggere, digerire e fa soprattutto riflettere. Apre la mente, svela qualche arcano. Dopo averlo letto mi ha portato seriamente a ponderare una domanda: Che prezzo ha la vita umana?

Per questo mi sento di ringraziare l’autore.

Giorgio Meletti – Nel Paese dei Moratti

L’ITALIA CHE C’È ACCANTO A NOI.

Tutti conoscono Roberto Saviano. Ormai sappiamo chi sia, quale sia stato il suo coraggio e quali siano le sue lotte continue, che ancora oggi gli costano un esilio protetto. Solo da poco mi sono accostato a “Gomorra”. Posso dire di aver sofferto in questa lettura, con tutti i drammi, le verità note ma sepolte che vengono descritte con conoscenza e approfondimento.

Il libro è duro, a volte volutamente lento, ma dispiega le ali aprendo un vaso di Pandora che non lascia più il lettore ignaro dopo la sua lettura. Pensavo proprio in questi giorni alle sue parole, all’accorato appello e alla dura realtà. In queste pagine viene descritto il nostro paese in una veste del tutto non conosciuta, non nota, sovente ignorata e magari oscurata alle masse.

Eppure quell’Italia malata vive, respira, continua a dipanarsi intorno a noi, strangolandoci senza che nemmeno ce ne possiamo rendere conto. Certe dinamiche, certi business mi hanno fatto pensare, mi hanno terrorizzato. Pensiamo tutti che la criminalità organizzata, che la Camorra che Saviano descrive, non esista, che sia un aspetto lontano da relegare in una regione. Eppure non è così.

Certe cose ci passano accanto, magari ci sfiorano appena, e noi non ce ne rendiamo nemmeno conto.

Roberto Saviano – Gomorra

LAVORARE AD OGNI COSTO.

Raccontare determinati drammi che ci circondano, che viviamo, con la giusta dose di ironia mi sembra molto difficile. Eppure Michela Murgia c’è riuscita in pieno. Con sapienza e maestria mi ha incollato letteralmente al suo libro senza che riuscissi a staccarmene fino alla fine, per poi rimanere basito a tarda notte chiedendomi “è gia finito?” davanti all’ultima pagina.

I suoi concetti sono passati tutti: la disperazione di fare di un uomo lupo per un altro uomo pur di non perdere il lavoro, il sottile inganno psicologico di cui tutti i centralinisti diventano vittime, la sottile differenza tra chi cerca di barcamenarsi con la sua testa e chi, ormai soggiogato, vive con l’incubo di essere ritenuto un perdente, e magari licenziato.

Dire che l’autrice parla della Precarietà e basta è sminuire la sua opera. Lei ci sbatte in faccia il dramma di chi si ritrova suo malgrado a fare delle scelte, magari a ingannare eventuali clienti pur di sbarcare il lunario un altro mese. “Il Mondo deve sapere” è un libro bellissimo, fugace ma ben ancorato ai capisaldi, e l’unica pecca che io ritrovo sta nel fatto che a mio avviso non ha avuto quei riconoscimenti che in realtà meritava.

Michela Murgia – Il  mondo deve sapere

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Pubblicato da su 30 aprile 2011 in Letteratura, Recensioni

 

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