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La mia Biblioteca in Pillole – Solitudini (3)

23 Mar

“SI VIVE INSIEME, SI MUORE SOLI”

 (Jack Shepard protagonista del telefilm “Lost”,  stagione 1)

 

L’uomo, pare, non è in grado di vivere senza delle interazioni sociali.

Essere soli quindi risulta drammatico, e deleterio per la salute psichica dell’individuo.

Ma non è questo, credo,  che ci voglia raccontare Isherwood con la storia di George. Penso che desiderasse soltanto descrivere la storia di un omosessuale che si ritrova ad essere vedovo, con tutte le contraddizioni del suo amore finito per il compagno morto.

Una condizione che fa paura.. a molti di noi.

George ha avuto la capacità di costruire intorno a sé una maschera sociale di isolamento, quasi di rifiuto per una nuova storia o passione sessuale.. che magari gli avrebbe consentito di stare meno solo. Dinanzi a tutti, i suoi allievi, a sua sorella, ai colleghi, alla vecchia amica moribonda,  George compare tutto d’un pezzo, agnostico di ogni emozione o rimpianto. Ma tutto ciò è solo una parte che lui recita dal suo palco. Lo si intuisce durante la sua mattina, quando è tutto preso, seduto nel cesso, dal rimpianto e dalla paura, che sfocia nella paranoia. Lo si vede nel suo lasciarsi andare nella notte, grazie all’alcool, dove realizza cose che non avrebbe mai fatto da sobrio.

Isherwood con assoluta naturalezza ci descrive la giornata di quest’uomo, con tutti i difetti e i pregi che una persona comune può possedere dinanzi al dolore dell’abbandono. Nonostante non l’abbia trovato di facile lettura credo che queste 131 pagine ci insegnino qualcosa: che non basta fare leva sul diritto ad avere il riconoscimento di un’unione.. ma che dietro c’è sempre la paura e il dolore per la perdita del compagno per il quale nulla ci rimane.. nemmeno un pezzo di carta che dice chi siamo per l’altro .. e dinanzi alla società.

Leggendo ho avuto paura di potermi un giorno trasformare in lui.

Leggendo ho capito a fondo il nostro dolore comune.

Nel 2010 esce un film ispirato a questo libro il cui regista è Tom Ford.

Christopher Isherwood “UN UOMO SOLO”

 

Nick Guest nella sua vita ha modo di imparare sin da subito le contraddizioni e gli agi della media borghesia inglese negli anni della “Lady di Ferro”.

Approda a casa del suo amico Toby Fedden diventato sin da subito un caro amico di famiglia e quasi un altro figlio della coppia. Nick ha vent’anni, è bello, ma inconsapevole di esserlo, e vive ogni evento in maniera intensa eppure discreta, come il suo status di ospite gli impone. Nick è omosessuale e vivrà nel corso degli anni in casa Fedden le esperienze che ha sempre sognato di vivere, conoscerà uomini di varie estrazioni, e cercherà di tenersi a galla nonostante lo sfacelo che si creerà intorno al lui col cambiamento delle stagioni.

Avevo letto questo libro su consiglio di un amico di blog qualche tempo fa, e non posso negare che possa costituire un placido ma veritiero esame delle aspirazioni di una generazioni che, sebbene senza sogni, abbia avvertito e preteso una rivalsa da un’epoca sociale che ha faticato a stare al passo con i tempi.

Nick cercherà solo il suo ideale, rincorrendo l’amore senza ferire quello status a cui aspira fortemente che non vuole tradire ad ogni costo, anche rinunciando al sentimento di essere qualcuno di vero.

 Alan Hollinghurst – La linea della bellezza

 

 

Un uomo single, maturo e benestante come Frank ha ancora la possibilità di vedere la sua vita perfetta scompaginata dalla venuta di Johnny, un esemplare giovane, ladruncolo di natura e imbroglione, che sa quali corde pizzicare per far coprire ogni sua malefatta dall’uomo che lo ama e lo perdona sempre.

Ma il loro equilibrio si spezza quando nella vita di Frank arriva Evie, una cagnolina posseduta, abbandonata, rivenduta e ripresa da John con la quale il più anziano instaura una relazione tutta speciale e platonicamente soddisfacente. Frank avrà modo di lottare per lei, anche se questo può diventare la scusa per John di separarsi da lui e dedicarsi alla moglie perennemente incinta e alla sua famiglia, relegando il suo amante al ruolo di colui che, per una carezza o una gentilezza da parte sua, deve sempre aprire il portafoglio.

Scritto secondo le convenzioni che i tempi presupponevano sull’argomento, Ackerley restituisce al lettore una storia, a tratti banale, che scava nel profondo delle relazioni familiari e nella solitudine di chi è costretto ad amare senza poter realizzare la propria vita di coppia per il bene comune della società. Frank in fondo è una sorta di macchietta acuta, che si lascia imbrigliare dagli inganni dell’amato e dei suoi familiari che chiudono gli occhi e la porta sui suoi desideri quando il giovane Johnny deve battere cassa per sé e magari per i suoi familiari.

L’autore alla fine, anche se con uno stile a tratti pesante, racconta le contraddizioni del quieto vivere dove l’apparenza è più importante di ogni sostanza, anche se si tratta dell’affetto di un cane.

 J. R. Ackerley – Tutto il bene del mondo

 

Il diciottenne James è fondamentalmente annoiato.

Ancora non sa, non capisce cosa ama e quale sia l’oggetto del suo desiderio, ma nonostante questo si ritrova dentro un equivoco più grande di lui che rischia di compromettere gli equilibri già precari di una famiglia dove i suoi genitori si sono separati e lottano per avere la sua attenzione.

James imparerà a sue spese che non deve ingannare le persone, glielo insegnerà John, il gallerista dipendente dalla madre al quale un incosciente James tenderà una trappola fingendosi un uomo che non è pur di  rimorchiarlo in rete.

James dovrà pagarne le conseguenze, imparando nel corso della sua storia che certi errori, e il dolore a essi correlati, lo aiuteranno a crescere.

Mi sono approcciato a Cameron con questo libro, e devo dire che non mi ha lasciato dentro particolari sensazioni. L’autore racconta piccoli eventi trascurabili rendendoli delle perle sbriluccicanti che incantano i più, di sicuro il suo modo di raccontare il piccolo mondo di un adolescente diverso e solo, rende la sua vita e i suoi gesti qualcosa degno di essere ricordato.

 Peter Cameron – Un giorno questo dolore ti sarà utile

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Pubblicato da su 23 marzo 2011 in Letteratura, Recensioni

 

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