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LA MIA BIBLIOTECA IN PILLOLE (2)

13 Mar

Il negro è un personaggio inquieto, e molto tosto.

Il suo nome è Amaro, o Bom – Criuolo, ed è un ex schiavo che scappando si è imbarcato su una nave ed è diventato nel tempo un indefesso marinaio. Amaro ha rincorso la sua libertà, e come una mosca col miele, è stato attratto da una vita che assurgeva ad un riscatto, ma che con le sue regole l’ha fatto ancora di più prigioniero.

Ma Amaro/Bom-Criuolo è capace ad adattarsi e ad applicare le regole.

Fin quando non si innamora.

Si innamora di Aleixo, imberbe mozzo, biondo, bianco come il latte, che per convenienza ed inesperienza gli concede le sue grazie dopo un tormentato percorso d’amore e punizione. Amaro capisce di amare gli uomini, Aleixo di amare l’agio e la protezione.. da chiunque.

Questa contrapposizione di intenti provocherà il finale tragico, tanto caro al periodo di riferimento del libro.

Caminha descrive con le solite convenzioni del suo tempo (fine ottocento) la passione deviata di un nero per un maschio, in un racconto lungo che di sé forse non dice molto. Viene annoverato come plateale esempio del naturalismo sudamericano, e per l’argomento trattato è stato posto all’indice fino a metà ventesimo secolo, momento in cui stava rischiando di svanire. Sono molti gli elementi autobiografici presenti nel libro riguardo l’autore, il quale pare abbia avuto una vita simile a quella di uno dei protagonisti (il bianco).

La passione di Amaro è descritta come una cosa turpe e contro natura, ma in essa si intravedono piccoli spiragli che lasciano presagire un cambiamento.

Forse non è un gran romanzo, forse è invece un precursore delle famose storie di Genet in “Querelle di Brest”, ma è un opinione che ci si può costruire solamente leggendolo.. pagina dopo pagina

 Adolfo Caminha – Il Negro

 

Con “Una voce nella notte” Armistead Maupin ha compiuto un’impresa: quella di raccontare una storia (blandamente definita da “letteratura gay”) che tiene col fiato sospeso e l’occhio incollato alle pagine il lettore.

La storia è un thriller realmente degno di questo nome, ma i suoi elementi sono abbastanza semplici, come fili di lana che si intersecano tra loro alla ricerca di un punto.

La storia parla di Gabriel Noone, romanziere di successo e speaker di un programma radiofonico notturno. Gli viene chiesto da parte del suo editore di leggere il  memoriale del tredicenne Pete Lomax, che narra le orrende violenze subite da parte dei suoi genitori e dei loro amici che lo hannno portato ad essere in bilico tra la vita e la morte a causa dell’Aids. 

 Gabriel, a causa della crisi che vive col suo fidanzato, anch’egli sieropositivo, da cui viene abbandonato, sviluppa un attaccamento viscerale per il ragazzo, col quale trascorre ore ed ore al telefono. Fino a che non desidera di incontrarlo mettendo così a rischio la sua stessa incolumità e il suo modo di concepire la sua vita ormai alla deriva, tanto da porsi il dubbio che il suo amico Pete in realtà non esista.

Il resto non posso dirvelo.. dovete leggerlo!!

La trama è incantevole e la scrittura e le modalità di concezione sono piuttosto buona. Dallo stesso libro hanno tratto un film che ahime racconta un’altra storia rispetto a quello che scrive Maupin, però Robin Williams lancia degli spiragli piuttosto interessanti nella sua interpretazione di Gabriel.

Ne consiglio a tutti la lettura.

Armistead Maupin – Una Voce nella Notte

 

“Un ragazzo Italiano” di Philippe Besson credo che tenti di mescolare la tematica omosessuale e del tradimento in una chiave degna di un giallo canonico. E’ una storia a tre voci, che tra loro si intersecano, si confrontano e cercano di far comprendere ai lettori il dramma umano della scomparsa e la realtà dei fatti. Luca, Leo e Anna parlano, si interrogano, soffrono, ma sembra quasi che volutamente fatichino a trovare e accettare la verità sulla morte e sul tradimento.

Le tre voci, così diverse, alla fine appassionano, tenendo il lettore in un limbo di incertezza, dove non conta quello che alla fine sai sin dall’inizio ma come la prenderanno i protagonisti scoprendolo.

Non so se ho reso l’idea.

Francamente la storia non mi è piaciuta, ma solo perchè non è il mio genere, perchè riconosco a Besson, che ancora non conoscevo e che ho scoperto per caso qualche mese fa in libreria, una dote nella costruzione della trama e una capacità di trasformare la banalità in genialità poco comune agli scrittori contemporanei.

Philippe Besson – Un ragazzo italiano

 

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Pubblicato da su 13 marzo 2011 in Letteratura, Recensioni

 

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