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Se io dico David Leavitt …

06 Mar

David Leavitt, con i suoi racconti e i suoi sogni buttati su carta, costituisce ormai a tutto titolo un classico del novecento, a maggior ragione diventa poi una pietra miliare della cultura omosessuale contemporanea.  Dei suoi libri ho voluto recensirne tre, ho scelto quelli che, in un modo o nell’altro, mi hanno maggiormente colpito.

 MENTRE L’INGHILTERRA DORME

Sicuramente “Mentre l’Inghilterra dorme” è un libro controverso, a causa della denuncia di plagio da parte di Stephen Spender all’autore perché gran parte del racconto ricorderebbe “Il tempio”, al fatto che è stato pubblicato, poi rilevato dalle librerie americane e successivamente rivenduto, dopo (pare) una rivisitazione dell’autore.

Ma rimane un libro da leggere.

Non foss’altro perché Leavitt supera stavolta sé stesso nel raccontare la storia, facendola apprezzare al lettore. In questo libro vive il potenziale dei suoi romanzi che appaiono gradevoli e disarmanti (Basti pensare a “La lingua perduta delle gru, Il Voltapagine e Eguali amori”), ma in questo soprattutto si ritrova anche una ricostruzione coerente dell’epoca storica in cui è ambientato, la Guerra Civile spagnola, che fa da cornice alla storia amorosa tra Brian  ed Edward. Due caste sociali a confronto che si ritrovano ad amarsi e a vivere il loro amore tra i contrasti e le incoerenze dell’epoca.  Una storia che non funziona, per via di Brian, che prima tradisce Edward, lo abbandona, poi lo riprende e lo tradisce di nuovo, fino anche non si accorge dei suoi reali sentimenti per lui solo quando Edward lo lascerà per rincorrere i suoi ideali nella guerra. A quel punto partirà anche Brian, alla ricerca del suo amore, ma anche di sé stesso.

L’epilogo sarà triste, inutile negarlo.

A prescindere dalle polemiche sul plagio o meno, David Leavitt ha regalato alla letteratura una piccola perla lucente, da gustare, e rigustare nei momenti di contatto con sé stessi.

 IL MATEMATICO INDIANO

Ultima produzione in ordine di tempo dell’autore, la prima cosa che si nota già dall’incipit, prima di tuffarsi nel mare delle pagine, è l’inconsistente certezza della crescita stilistica di quest’autore, che ha imparato a dilungare i racconti, a volte con degli inutili dettagli, trasferendo una maggiore saggezza nei suoi personaggi, perdendo però quella purezza che nel corso dei primi scritti avevamo imparato ad amare.

In questo libro Leavitt stesso ammette di aver fatto un approfondito studio dei personaggi: la storia narra del matematico Ramanujan, che per fortuito caso riesce ad essere scoperto dal suo collega inglese Hardy e pertanto viene reclutato per una fellowship nel Trinity College inglese. Tra i due si instaura una pura collaborazione professionale, nonostante la palese attrazione dell’inglese per l’indiano, che però, al contrario di quanto promette la quinta di copertina, non sfocerà mai in un’intesa amorosa.

Come sfondo ritroviamo l’esplosione della prima guerra mondiale, tra amori dei matematici (etero e omo) passioni dei loro familiari e destini interrotti dal potere di quella storica guerra. Francamente l’autore si perde in vere e proprie pagine di analisi matematiche che oltre ad annoiare il lettore (soprattutto quelli come me che di matematica nulla capiscono), interrompono il flusso della storia stessa per il solo gusto di descrivere in pagine letterarie assiomi matematici e trigonometrici.

 IL VOLTAPAGINE

Di questo libro il regista Ventura Pons ne tirò fuori un non fortunatissimo film, fedele comunque alla storia che Leavitt descrive.

Paul, un giovane di belle speranze e talenti artistici, conosce il famoso pianista Richard, che incontrerà nuovamente in sede di viaggio di famiglia e con il quale intesserà una voluttuosa relazione sessuale. Al suo ritorno Paul parte per rincorrere i suoi sogni di gloria, nella speranza di rivedere il suo amato, ma si scontrerà con la dura realtà del mondo affettivo e musicale, perché di fatto scoprirà che il suo amato è già ufficialmente fidanzato con il suo produttore Joseph, il quale riuscirà comunque a portarsi anche il giovane nel suo letto, ed inoltre dovrà fare i conti con le sue speranze disattese, dove il talento acerbo a volte si spegne dinanzi a chi, ad armi pari, lotta per primeggiare e vince al posto suo.

In questo romanzo di formazione l’autore gestisce una rete incantevole di personaggi che esplicano passo per passo lo scorrere della vita da uno stato adolescenziale a un  vivere adulto.

 

Dello stesso autore ho letto inoltre: La lingua perduta delle gru – Ballo di Famiglia – Arkansas – Eguali Amori – Martin Bauman – Il corpo di Jonah Boyd – La trapunta di marmo – La nuova generazione perduta – Un luogo dove non sono mai stato

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Pubblicato da su 6 marzo 2011 in Letteratura, Recensioni

 

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