RSS

LA MIA BIBLIOTECA IN PILLOLE (1)

06 Feb

Dennis Cooper – I miei pensieri perduti.

Leggere Dennis Cooper per me è sempre una scoperta.  Nei suoi libri a volte mi ci rivedo, in altre lo trovo mille miglia lontano. Non ho ancora avuto modo di “mangiare” la sua intera opera ma ne ho letti diversi, e francamente quello che più mi ha colpito per il momento è stato “I MIEI PENSIERI PERDUTI” (My loose thread, 2001), per come l’incubo/sogno ha inizio e per come germoglia tutto l’intreccio.  Va detto, adolescenti che uccidono per difendere i propri congiunti, incesti fra fratelli e violenze di gruppo omosessuali non sono proprio digeribili.. eppure sono rimasto attaccato a quel libro dalla prima all’ultima pagina.(160 circa) La voce dello stesso Larry  guida il lettore nell’evoluzione e nella scoperta della verità che permea la trama, una verità che non viene svelata per consentire al protagonista di sviscerare l’essenza della sua anima tra mille cocci di cristallo che si infrangono tra realtà e fantasie della sua mente. Larry deve scoprire e capire perchè l’ha fatto e soprattutto se l’ha fatto. E con Jude, il fratello Jim e gli altri parte alla scoperta dei fatti .. e dei ricordi. Non voglio raccontarvi la storia.. perchè credo che ognuno possa e debba trarne da solo le proprie conclusioni.

 J. T. Leroy – Ingannevole è il cuore più di ogni cosa.

J. T. forse è ancora un mistero per molti dei suoi lettori. Su di lui/lei si è detto di tutto, addirittura che non esiste e che si tratta di un esperimento letterario operato da Breaston Ellis e Cooper. Ma di fatto esistono i suoi libri (3: Sarah, Ingannevole è il cuore  più di ogni cosa e la fine di Harold). Ognuno tratta una storia a sè e contemporaneamente ognuno fa parte dell’altro. Le storie autobiografiche dell’autore sono molto forti e tristi. Di gran lunga il mio preferito rimane “Ingannevole è il cuore  più di ogni cosa” forse per quell’atmosfera di sofferenza e di crisi che permea ogni pagina, come se l’autore provasse realmente il dolore di cui parla, raccontato dagli occhi del piccolo Jeremiah, che a solo 4 anni conosce l’adozione, la vera madre e il suo mondo distorto fatto di amanti, prostituzione e droga, i nonni patologicamente invasati di religione e soprattutto la pervesione e la crudeltà umana. Jeremiah, che poi diventerà Sarah (nome della madre, con il quale lui si identifica) trascorre il suo tempo apprendendo ogni cosa, lasciandosi plasmare da ciò che ogni situazione nuova per lui richiede. Jeremiah ha solo quattro anni ma capisce sin da subito che questo è l’unico modo da seguire per sopravvivere nel mondo che altrimenti lo sovrasterebbe. Jeremiah viene violentato, ma poi egli stesso ricerca nella sua infanzia quel tipo di amore, vestendosi con i baby doll della madre e circuendo i suoi amanti, per il solo desiderio di essere lei e in questo modo da lei amato. Il bambino è un antieroe, arrivatoci per caso a questo ruolo, che accetta incosapevole, attratto dal dolore, l’unica cosa che ha conosciuto. Quello fisico, che lo porterà alla fine del libro a quel gesto eclatante, e quello morale, che lo porterà a vendersi per vivere, come si racconterà in Sarah, e a prendersi cura della lumaca Harold. Dal libro ne è stato tratto un film prodotto, diretto e recitato da Asia Argento. Nonostante le critiche credo che in gran parte rispecchi la vita e il racconto di Leroy, ma come spesso accade la pellicola non da dimensione e corpo alla reale emozione che può vivere solo sulle pagine. E’ di gran lunga uno dei libri meglio riusciti.

 

Pasquale Ferro – La luna esiste?

Salvatore propone ai lettori la sua storia travagliata.  Napoletano d’origine, va via di casa e finisce a far marchette per sopravvivere. Lega con molti amici, alcuni dei quali suoi clienti. Decide poi di interrompere quel tipo di vita in contemporanea con la conoscenza della ricca Dora, una donna più grande di lui della quale si innamora fino alla sua tragica scomparsa. Salvatore è costretto a fuggir via per non essere accusato dell’omicidio, e tramite la Svergognata, la sua amica transessuale e Stefania, l’amante storica di Dora, riesce persino a cambiar vita lontano dall’Italia, per poi farvi ritorno con il fine ben preciso di legare nuovamente il filo spezzato con i suoi familiari e fare la scoperta di chi sia stato il reale omicida di Dora.  Una storia che, tra refusi di stampa e trama un po’ intricata si sviluppa in un centinaio di pagine, tratta una non ben definita anima di un uomo che non conosce né sé stesso, né tantomeno quello che desidera. Nonostante il lieto fine, dove un amore spunta fuori dalle prime pagine per poi farvi ritorno nelle ultime, sebbene modificato negli aspetti più salienti, devo ammettere che questa lettura non mi ha lasciato nulla di importante, ma i miei gusti, non per forza, devono essere assoluti. Lascio pertanto un invito a chi, tra i lettori, possa davvero aver gradito questo romanzo.

 J. F.

Annunci
 
Lascia un commento

Pubblicato da su 6 febbraio 2011 in Letteratura, Recensioni

 

Tag: , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: