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Le storie Rainbow di Alex Sanchez

25 Dic

La trilogia Rainbow di Alex Sanchez è molto nota negli USA e finalmente, a partire dal 2004, viene pubblicata anche qua in Italia dalla Playground (Collana High School). Ha riscosso un notevole successo nei paesi anglosassoni.

La storia, fortemente americana, narra delle vicissitudini di tre comuni adolescenti americani alle prese con la propria autoconsapevolezza, il primo erotismo, l’omofobia e il desiderio di sentirsi uguali agli altri. Ovviamente Kyle, Jason e Nelson sono omosessuali e amici, e nel corso dei tre libri approfondiscono il loro rapporto, a volte con bollenti risvolti, a volte con disfatte e delusioni.. cosa comune a tutti coloro che attraversano la delicata fase dei 17 – 18 anni.

I tre incarnano caratteri distinti: il ribelle anticonformista e ostentatore delle proprie attitudini, il macho sportivo e insospettabile e il timido secchione. Eppure, anche se così diversi, le loro strade si uniscono in maniera indelebile sia durante l’ultimo anno del liceo (come nel caso di Rainbow Boys e Rainbow High) che durante le vacanze estive (Rainbow Road).

La storia tutto sommato è piacevole e scorrevole, narrata con peculiarità e attitudini fortemente americane. E’ una lettura che facilmente si adatta sia a omosessuali che a non, per il brio, lo sprint e la suspence che accompagna ogni singola riga.

Ne consiglio la lettura a tutti, non foss’altro perchè racconta di quella adolescenza che forse tutti noi avremo voluto vivere.

Alex Sanchez: Rainbow Boys; Rainbow High e Rainbow Road.

J. F.

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8 commenti

Pubblicato da su 25 dicembre 2010 in Letteratura, Recensioni

 

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8 risposte a “Le storie Rainbow di Alex Sanchez

  1. GeMMo

    26 dicembre 2010 at 20:46

    Ma li trovo ancora in vendita?

     
  2. girotrailibri

    26 dicembre 2010 at 23:23

    Oltre il passato di Maio Apice.
    politicamente corretto caro. Ti incuriosisce?
    grazie per avermi fatto notare una cosa veramente importante:-)

     
  3. jfmastinu

    26 dicembre 2010 at 23:28

    Si che mi incuriosisce. Grazie a te 🙂

     
  4. girotrailibri

    27 dicembre 2010 at 01:24

    cosa in particolare?

     
  5. Dna Sconosciuto

    27 dicembre 2010 at 17:10

    Non ho letto il libro, quindi non posso esprimere in tal senso un parere. Tuttavia, questo post mi ha fatto venire in mente la serie di “Queer as folk”, dove sono a contatto persone diverse non solo per anagrafe, ma per esperienze e stili di vita. Uno di loro è esattamente come uno dei protagonisti di questo libro, che a scuola lotta contro l’omofobia e l’emarginazione. Ecco, il punto è questo: bisogna stare attenti a non creare cloni o pseudo-tali. Spero solo che in questo libro, queste tematiche siano state trattate con un po’ più di delicatezza, anziché con la solità volgarità di cui era pregno QAF.

    Giancarlo

     
    • jfmastinu

      27 dicembre 2010 at 19:31

      Beh, a mio parere è delicato, nel senso che la prospettiva è totalmente esposta dal punto di vista degli adolescenti, poi non ho molti metri di paragone, io non ho mai visto una sola puntata di QAF.
      Saluti

       

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